Concerti Genova Martedì 9 giugno 2009

L'ep 'Il grande Belzoni' di Arti&Mestieri

Genova - Ogni tanto ci si lamenta che taluni artisti – nell’ansia nevrotica di riempire gli oltre 70 minuti del CD – si lancino in polpettoni musicali viziati da pesanti forzature addirittura udibili all’alba della prima nota. Toh, magari una bella suite di un quarto d’ora che vada a riempire il secchio…

Che ti fanno, però, momentaneamente, gli Arti & Mestieri? Riprendono una storia dimenticata, la musicano e, sull’onda di una scrittura testuale assai sorvegliata (a cura dello scrittore e giornalista de “La Stampa” Marco Zatterin, già autore de Il gigante del Nilo), generano un “monologo” prog di non più di 10 minuti, elaborato su tre tracce.
Alla magniloquenza da romanzo, gli Arti & Mestieri preferiscono l’incisività essenziale del racconto breve per voce di Iano Nicolò, che interpreta il protagonista, Giovanni Battista Belzoni, egittologo veneto dell'800, assai attivo, all’epoca, tra Karnak e Abu Simbel, eppure oggi condannato da un’assurda damnatio memoriae.
Il grande Belzoni (Electromantic, 2009) si presenta così come una sorta di leggero “tascabile” in musica che, proprio per l’impostazione ridotta, si lascia assaporare nei minimi particolari. Quello che in gergo discografico si chiama EP…Extended Play.

Lo stile della storica band piemontese non muta e mostra coerenza con quanto prodotto da 35 anni a questa parte. Il figlio del barbiere nasce e cresce su una suggestiva trama pianistica che si allarga grazie all’ariosità timbrica di Iano e al gioco di squadra degli altri componenti. La strumentale title track riprende l'impianto ritmico ternario della notissima Gravità 9.81 con gustosi interventi solistici e mutazioni dinamiche. Un apparente clima da ballad pop domina Nel vento e nel tempo: la pigra andatura vagamente blueseggiante regala pregevoli spazi d’inserimento all’organo Hammond di Beppe Crovella, al sinuoso violino di Lautaro Acosta e alla chitarra hendrixiana di Marco Roagna. In appendice The Barber’s Son ovvero la versione in inglese del primo brano.
Una delicata e serena miniatura che, nel flusso globalizzato della “quantità” a tutti i costi (e ricavi), ci invita ad una pausa di riflessione sonora.
Una promessa, però, informa che questo EP sia solo un assaggio di una lunga suite di 17 composizioni prevista in uscita per la fine dell’anno con il roboante titolo di Piramidi. Quadri di un’esplorazione. Tentazioni ipertrofiche dietro all’angolo? Un po’ di fiducia, diamine! Conoscendo bene Crovella, Chirico & C. siamo sicuri che la banda saprà aggirare con esperta abilità il richiamo di certe sirene…

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