Concerti Genova Giovedì 4 giugno 2009

L'intervista ad Aurelio Canonici: «la musica è contaminazione»

© www.aureliocanonici.com

Genova - «Mi rammarica vedere che in Italia la società, lo stile di vita delle persone, ma anche la tv e le scelte politiche portano a trascurare l’importanza della cultura, l’educazione al bello». Ecco in poche parole la filosofia di Aurelio Canonici, 43 anni, direttore d’orchestra e compositore genovese ma cittadino del mondo: dopo il diploma in pianoforte presso il Conservatorio Nicolò Paganini di Genova, ha intrapreso gli studi di direzione d’orchestra in Italia (Assisi, Pescara, Roma), in Francia (Pontarlier) e in Romania (Bucarest).

Nel 1992 è stato ammesso come allievo effettivo ai Corsi di direzione d’orchestra alla celebre Accademia di Vienna (Hochschule für Musik), dove ha completato gli studi nel 1995. «Viaggiando ho conosciuto altre realtà. In Polonia, in America, in Inghilterra e in Svizzera la musica ha un valore educativo importante. Nell’orchestra più voci convergono e creano un’unica armonia. In Italia purtroppo non è la stessa cosa. La musica non è valorizzata, ma considerata il superfluo. Un vero peccato, no?».

Quando Aurelio viene a trovarci nella redazione di mentelocale, mi colpisce la sua umanità. Gli stereotipi legati all’immagine del direttore d’orchestra serioso e compassato non si addicono a lui, sorridente e sognatore. La mia prima impressione viene confermata quando Aurelio elenca i direttori d’orchestra che lo hanno maggiormente ispirato: «Sergiu Celibidache, che era in grado di penetrare nel linguaggio della musica, e Claudio Abbado, un maestro dalla mente aperta e dalla grande umanità».

Ma nella vita di Aurelio Canonici non c’è solo la direzione di concerti sinfonici: «dirigere è una ri-creazione, comporre è una creazione vera e propria e mi entusiasma. Compongo musica fin da quando ero un bambino. Spesso mi ispiravo ai film. Dopo aver inciso un album di musica melodica ho fatto arrangiamenti per alcuni spettacoli teatrali e per la tv: volevo misurarmi con una realtà diversa da quella a cui ero abituato».
Pare proprio che l’esperimento sia perfettamente riuscito, dato che il regista Luca De Mata ha voluto che Aurelio scrivesse le musiche del suo nuovo documentario, La valigia con lo spago, che andrà in onda su Rai 1 a partire da lunedì 29 giugno, ore 22.30 (per quattro puntate).

Il documentario tratta temi sociali importanti: il problema dell’immigrazione, della criminalità e dello sfruttamento. E per parlare delle popolazioni di tutto il mondo occorre una colonna sonora dal sapore internazionale: «ho scritto pezzi rock, reggae, ispirati al filone etnico cinese, indiano, africano, tzigano. Mi sono documentato e ho studiato molto».
Ma Aurelio non è nuovo alle contaminazioni: «mi ero già occupato di musica jazz; in passato ho anche collaborato con i New Trolls dirigendo i loro concerti grossi. Sono abituato ad ascoltare tanti tipi di musica e a cercare di capirne le caratteristiche: non ho pregiudizi culturali e mi piace giocare con la melodia, l’armonia, i timbri».
Sono quarantacinque i brani che Aurelio Canonici ha composto per La valigia con lo spago. La colonna sonora è stata registrata negli studi della Fabbrica Musicale di Sturla. Per conoscere meglio il progetto basta dare un’occhiata all’aggiornatissimo blog di Aurelio.

Tra le passioni di Aurelio c’è anche il Ravello Festival. Nel 2008 è direttore artistico della Sezione Sinfonica Richard Wagner del festival più antico d’Italia insieme al Maggio Musicale Fiorentino. Da oltre mezzo secolo la manifestazione ospita ogni estate orchestre sinfoniche tra le più prestigiose al mondo, celebri direttori e grandi solisti. Ogni anno il Ravello si concentra su un tema diverso: «per l’edizione di quest’anno, che si terrà a partire da giugno 2009, abbiamo scelto quello del coraggio. Inviteremo i direttori d’orchestra e i compositori più innovativi, ma anche gli artisti che hanno fatto scelte artistiche particolari e, appunto, coraggiose».
Non mancherà il Concerto all'alba sinfonico, che Aurelio Canonici dirige dal 2003: «si tratta di uno spettacolo suggestivo, che ha inizio la notte di San Lorenzo alle 4 del mattino e termina verso le 6.30. Gli spettatori possono così godersi l’alba durante un concerto davvero indimenticabile».

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