Concerti Genova Martedì 26 maggio 2009

L'album Quoth dei Raven Sad

Genova - L’etichetta trevigiana Lizard, capitanata da Loris Furlan, continua a sfornare talenti. Questa settimana ci occupiamo di Raven Sad.

Si tratta di un progetto musicale del giovane compositore pratese Samuele B. Santanna il cui esordio è segnato da Quoth, uscito nell'autunno del 2008. Che ha combinato il buon Samuele? Elaborata l’idea, l’ha presentata alla Lizard e ha coinvolto un bel po’ di suonatori, alcuni dei quali tra i più brillanti facitori di suoni del panorama underground nazionale. Un nome su tutti, quello di Marco Tuppo, dei Nema Niko.


Si aggiungano Fausto Amatucci (Jokifocu), la vocalist pistoiese Giulia Bizzarri, Luca Boldrin (Nema Niko), Gabriele Cecconi, Cosimo Chiaramonti, Giacomo Cipriani e Fabrizio Trinci (tastierista dei Tempo Zero).
L’album è un affascinante mélange postmoderno di sonorità essenziali che, comunque, partono da lontano per trovare una mobile collocazione nel panorama contemporaneo. Prendiamo quel caldo Hammond sullo sfondo di Stars: è lo stesso che potremmo reperire in qualche dilatata hit dei Pink Floyd. Ma la scansione armonica e il felice gioco di atmosfere accordali sposta l’orecchio all’evoluzione successiva, prossima a Porcupine Tree e Radiohead, al quadrivio tra pop, progressive, neopsichedelia e new wave.

Saporito il condimento base di loop che si dipana come una vivida cornice per tutto il disco...la mano di Tuppo si sente. Ma l’elettronica sa cedere il passo all’acustica. Che ne sarebbe stato – oggi – di Nick Drake? La risposta – forse - nella ballad Have no time: sobrie chitarre, percussioni leggere, tastiere per nulla invadenti e una voce rilassata. Pink, un po’ “Moon”, ma anche un po’ “Floyd”.

Qua e là, Santanna e i suoi gettano “cattivi semi”, una slide e tonalità gravi alla Nick Cave per Talk to me. Si va nel profondo delle note, le ombre diventano sempre più scure: è una malinconia seducente che a tratti scomoda l’abc dei Sigur Ròs (The Hell We Have) oppure i rarefatti ricordi orfici di David Sylvian (Bartender). E pure il noise prova a gettarsi nella mischia, in mezzo a riverberate chitarre gilmouriane (Ravens Floating In Space) e a “minimali” tremori notturni (Night). Consigliato a chi non è convinto per nulla che la nostra musica sia provinciale. Ed ha ragione.

Se vi piacciono, stay tuned perché a giugno dovrebbe uscire, sempre per Lizard, il nuovo CD We Are Not Alone.

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