Genova Sabato 4 aprile 2009

L'intervista ad Enzo Francone, fondatore del movimento omosessuale italiano

Genova - Sanremo, 4 aprile 1972: un gruppo di giovani carichi di rabbia e di ideali prepara i cartelloni che esibirà il giorno dopo, 5 aprile, in occasione di quella che passerà alla storia come la prima manifestazione omosessuale italiana.
Si tratta dei ragazzi e delle ragazze del Fuori! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano). Tra loro c’è un giovane magro magro e baffuto: è Enzo Francone, fondatore del movimento insieme ad Angelo Pezzana.
«Io sono torinese, ma alla manifestazione c’erano anche francesi – tra loro la scrittrice femminista Françoise d’Eaubonne – belgi e alcuni rappresentanti del Gay Liberation Front di Londra, capitanati dall’italiano Mario Mieli», racconta Francone, che sabato 4 aprile 2009 era a Genova per ricordare quell’anniversario presso lo stand di Genova Pride 2009 alla Fiera Primavera.

«A Sanremo, fuori dalla sede di un congresso di sessuologia contro il quale manifestavamo, eravamo una ventina. Allora l’omosessualità era considerata una malattia e uno dei nostri cartelli di protesta recitava: Chirurghi, siamo qui per curarvi. Girava la voce che, attraverso quel congresso, si volesse dar vita ad una legge contro l’omosessualità, considerata una perversione. I gay venivano definiti pervertiti, invertiti o travestiti».
Enzo Francone aveva fondato il movimento omosessuale italiano nel 1971 a Torino, per rispondere ad un articolo pubblicato su La Stampa dal titolo L’infelice che ama la propria immagine, del primario neurologo torinese Andrea Romero: «allora le posizioni della psichiatria nei confronti dell’omosessualità parlavamo di malattia e di perversione».

Oggi si festeggiano i quarant’anni della nascita dei Pride. Era il 28 giugno 1969. I gay e i transgender che frequentavano il bar newyorkese Stonewall Inn si ribellarono per la prima volta all'ennesimo raid della polizia. L’anno dopo iniziarono i cortei, prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, per ricordare quella storica notte e rivendicare la dignità delle persone omosessuali e transgender.
«La manifestazione di Sanremo fu la Stonewall italiana», commenta Francone, «noi vendicavamo una nuova identità per omosessuali, lesbiche e transessuali».

Ma come sono cambiate le cose in Liguria per la comunità LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali)? Risponde Alberto Villa, portavoce di Genova Pride 2009: «le cose sono migliorate. Il solo fatto che il movimento abbia uno stand all'interno della Fiera Primavera è significativo. Sono tante le coppie etero che, magari con i loro bambini, vengono qui a chiederci informazioni sul Pride, che avrà luogo a Genova il prossimo 27 giugno. Abbiamo riscontrato anche un forte interesse da parte dei commercianti: rappresentiamo un mercato di nicchia, ma molto trendy. Ad oggi già venticinque negozi genovesi hanno chiesto di diventare punti friendly durante il Pride».

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