Concerti Genova Martedì 31 marzo 2009

Le Orme in concerto: e Savona si tinge di prog

© Cinzia Bruzzone

Genova - L’austera cornice del Teatro Chiabrera di Savona, gremito fino all’ultima galleria, venerdì 27 marzo 2009 è stata scenario di grande musica: stiamo parlando delle Orme, uno tra i gruppi di maggior rilievo nel panorama del progressive rock italiano, attivo da oltre quarant’anni; musicisti che, con immutata grinta ed entusiasmo, hanno dimostrato di avere largo seguito anche fra un pubblico più giovane. Scenografia spartana (poche luci e un po’ di fumo) per questa appendice del tour che vuole promuovere il primo DVD della band, Live in Pennsylvania.

Apertura vibrante sulle note del clavicembalo di Collage (la sonata K380 in Mi Maggiore di Scarlatti rivisitata in chiave rock), che sfumando nella celeberrima Sguardo verso il cielo, si riconferma essere l’inossidabile biglietto da visita musicale della band.
In attesa che, a maggio, il chitarrista Fabio Trentini si unisca alla line up, sul palco ci sono ancora i due membri storici: Aldo Tagliapietra, con l’usuale doppio manico (basso e chitarra dodici corde) e in splendida -a dir poco!- forma vocale, e Michi Dei Rossi alla batteria, una vera macchina ritmica; in pianta stabile dal 1992, dopo l’abbandono di Tony Pagliuca, il tastierista Michele Bon. Hammondista di grande talento e dotato all’occorrenza di un tocco pianistico che non delude, Bon si destreggia abilmente fra le molte tastiere, compreso il suo Alien Guitar Simulator a tracolla, che diventa all’occorrenza una chitarra elettrica o un’armonica; lo si ascolta in Amico di ieri, brano ripetuto anche in chiusura di concerto, con le luci di sala ormai accese e il pubblico esultante a invadere l’area antistante il palco, per ricevere autografi e strette di mano.

La scaletta, forse appena inusuale, oltre ai classici come Gioco di Bimba (da Uomo di Pezza, 1972), riporta in luce brani degli ultimi lavori e, nei bis, offre un medley di canzoni spesso trascurate nelle esibizioni live come Immagini e Morte di un fiore (da Collage, 1972), La mia sposa bianca (1980) e Rubacuori (1982). Non potevano mancare una sintesi della suite Felona e Sorona, con riproposizione dei temi più noti del disco e una poderosa Cemento armato.
Sorprende piacevolmente l’interludio di sonorità indiane dai riflessi mistici, che prende le mosse da una versione rigenerata di India (Contrappunti, 1974), per poi regalare al pubblico una brillante performance di Tagliapietra al sitar, con i suoi colori esotici, in Madre Mia (da Il fiume, 1996) e Dove tutto è! (Elementi, 2001).
Non resta che attendere il prossimo concerto ligure del gruppo, a sorpresa, gratuito il 26 giugno prossimo a Cairo Montenotte.

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