Concerti Genova Giovedì 12 marzo 2009

Fabrizio De Andrè per me è...

Genova - Siamo ancora nel pieno delle manifestazioni dedicate a Fabrizio De Andrè per il decennale della sua scomparsa. Mostre, concerti, incontri, commemorazioni di vario genere, cofanetti, dvd, cd. Faber è al centro dell’attenzione quest’anno.
Il 18 febbraio 2009 sarebbe stato il suo compleanno. Il cinquantanovesimo. Più o meno intorno a quella data vi abbiamo proposto di descrivere cosa significa, o cos'ha significato, per voi Fabrizio De Andrè con un breve pensiero. Sapendo che il cantautore è ormai da tempo entrato nella memoria popolare, ci aspettavamo una risposta di massa. E infatti c’è stata. Tanti pensieri, ricordi, immagini, persino poesie. Tutti molto belli. L'opera e la vita di Faber continuano ad ispirare tutti, mai come in quest’occasione ce ne siamo accorti. È stata dura, ma alla fine abbiamo scelto le dieci migliori.
Grazie alla collaborazione con la Palazzo Ducale - Fondazione per la Cultura di Genova, invitiamo gli autori delle frasi che trovate sotto a vedere la mostra Fabrizio De Andrè, in corso al Palazzo Ducale fino al 3 maggio 2009.
Alla prossima!



Per me De Andrè è… un cantastorie, uno zingaro, un tossico, un frocio non un gay, una puttana e un puttaniere, un ladro, un assassino e il suo cadavere, un ubriacone e un marinaio senza nave, un pastore, un credente e un blasfemo, un chimico, un giudice, un matto, un medico, un pellerossa, un bandito, un impiegato… per me De Andrè è De Andrè… sono io, sei tu… le mie miserie fatte poesia, le mie ricchezze sublimate nel banale vivere quotidiano; è tutto ciò che appartiene a tutti ritenendo, ciascuno, di averne l’esclusiva o l’esenzione. E di ascoltarlo ci tocca, per tutta la vita.
(Pino Brizzolara)

Fabrizio De Andrè per me è la mia città.
Ha spogliato Genova e l’ha mostrata nuda.
Fattezze provocanti e amabili difetti
avvolti in un alone di maccaja,
una magica atmosfera unica al mondo.
Poesia tagliente, come luce filtra tra i vicoli
e acceca all’improvviso.
La melodia porta con sé la risacca del mare,
il brusio dei mercati, il cigolio delle barche,
i pettegolezzi dei bar dove si gioca a carte.
Le immagini celebrano vicoli di gatti, vicoli di ratti,
piani alti baciati dal sole, umidi bassifondi
animati da accozzaglie di colori;
profumi di amori (sacri e profani) che pigramente
si consumano tra le piovigginose mura.
Esiste una prova d’amore più grande di questa?

(Clara Ugricich )



Fabrizio De Andrè per me è la pietra dei vicoli umidi di Genova è l’oro delle carceri dove è rinchiusa GIUSTIZIA è il sale nei sacchi sudati dei camalli è l’incenso che profuma l’uscio delle madonne è la voce di chi non ha voce è la voce di chi non sa di avere una voce.
(Roberto)

Fabrizio De Andrè per me è lo specchio di Genova. Andando a piedi da Piazza De Ferrari al porto passando per i vicoli, tutto ci parla e ci ricorda qualcosa di lui.
(Mariagrazia)

Fabrizio de Andrè per me è….Un viso che si volta
dove altri hanno girato le spalle;
un poeta notturno
che sfoglia Lee Masters,
al lume d’una lampada
e nella fragile nube
d’una sigaretta.

Fabrizio
È in quella galassia d’individui
che la vita non ha fatto splendere in terra,
ma a cui ha riservato
una stella per l’eternità.

Lo vedo svegliarsi
Ogni volta che ho suonato,
emozionarsi
per un fruscio
di ragazze a un ballo,
e ancora
viaggiare in direzione
ostinata e contraria.

E che sai suonare, Fabrizio,
noi lo sappiamo bene:
e allora ti tocca, si,
ti tocca per tutta la vita.
E forse
ti piace anche lasciarti ascoltare,
evaporato nella tua
nuvola rossa;
quando
fra le feritoie della notte
ti nascondevi con Jones,
il suonatore,
a cercar note fragili
come la gonna
di Jenny.

Ma ora
Non voglio immaginarti
A dormire là, sulla collina.
Mi piace pensarti qui sopra,
appollaiato s’una nuvola,
intento a far finire
le tue dita
nell’inizio della bella Esteve.
Ancora una volta, avevi ragione:
come fan presto, Fabrizio,
ad appassir le rose.

(Marco Ferraro)


Fabrizio De Andrè per me è una bocca di rosa che nel quartiere dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi si era assopita all’ombra dell’ultimo sole. Ma per mille anni al mondo mille ancora chiusi gli occhi per tre volte mi ritrovai ancora lì tra i glicili ed il sambuco là dove l’ulivo si abbraccia alla vite, e come tutte le più belle cose quando il rimpianto diventa solitudine nei letti degli altri già caldi d’amore dormono dormono sulla collina. Ma sarà la prima che incontri per strada, fra la spazzatura e i fiori in un bel giorno di primavera, che se ne frega della decenza a cavalcare fino a Londra stasera. Grazie Faber.
(Marco Leonelli)


Fabrizio De Andrè per me è: una seicento color crema, io e il mio fidanzato (oggi marito) un mangianastri che gracchiava “il bombarolo” e noi a cantare a squarciagola … sperando di arrivare a destinazione. Cari saluti a tutti voi!
(Loredana)


Fabrizio De Andrè per me è ed è stato un compagno di vita. Quando da ragazzina mi ha fatto capire attraverso le sue parole che la fragilità non era solo mia, che anche tante altre persone come me avevano paura della vita, e mi faceva sentire meno sola nella mia stanza. E quando mi insegnava che siamo tutti uguali, che noi dobbiamo accettare le diversità, che le persone non vanno mai giudicate ma prima di tutto conosciute. E ancora quando nelle lunghe notti insonni, durante il primo anno di vita di mio figlio che dormiva pochissimo, cantavo a bassa voce nel buio di casa mia “La canzone di Marinella”, l’unica canzone che riusciva a calmarlo e farlo addormentare tra le mie braccia. Ed è stato consolazione, quando mio padre ormai vecchio, malato e poco incline al sorriso, si illuminava e commuoveva mentre lo ascoltava cantare “Creuza de ma” nel suo amato genovese. E la gioia provata durante quel suo ultimo concerto al Teatro Carlo Felice, uno dei concerti più emozionanti e coinvolgenti a cui abbia mai assistito, dove Fabrizio aveva veramente dato tutto se stesso quasi fosse un addio alla sua città.
(Patrizia Celle)


Per me Fabrizio de André è la voce che accompagna la mia vita: sulla metrò, in biblioteca, per i vicoli, nei viaggi.. ha sempre qualcosa da dirmi ma mai le solite banalità..è l’unico genoano che mi sta simpatico
(Sonia)

Ciao. difficile per un tedesco. For me Fabrizio de Andre is someone who makes me remember Genova in my heart.
(Rainer Steinebrei)

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