Concerti Genova Lunedì 2 marzo 2009

Omaggio De Andrè al Teatro Govi

Genova - Da ormai alcuni mesi Genova è in preda a un’overdose di eventi attorno alla figura di Fabrizio De Andrè, in occasione dei 10 anni dalla scomparsa. Ma, va detto, overdose, per una volta, in senso del tutto positivo, visto che mai come in questo momento di uno dei più grandi poeti del Novecento si sente la mancanza. E i genovesi, si sa, dei loro tesori sono sempre particolarmente fieri. Epperò una fierezza tutta speciale: mai gridata, ostentata, buttata lì, ma piuttosto intimamente goduta e assaporata, all’insegna dell’arricchimento personale più profondo e vissuto.

In quest’ottica dell’omaggio e della riflessione attorno al lascito di Faber è stato un bel successo la piacevole serata di sabato scorso - 28 febbraio 2009 - al Teatro Govi a Bolzaneto (che tra l’altro, ci dicono, è uno dei pochi in attivo nella nostra città, onore al merito!). Un sogno di mare, questo il titolo dello spettacolo, un bel mix di musica (De Andrè, ma anche Paoli e Bindi) e parole: protagonista di queste ultime, molto applaudito, l’attore Ivaldo Castellani, pure autore dei monologhi che ha recitato con bravura e schiettezza, immaginando un dialogo con il grande cantautore e un sogno che nasce da una mezza bottiglia di whisky e porta sulla rotta e sulle tracce degli emigranti in Argentina di inizio '900. Al termine, il ritorno alla realtà, e la conclusione che in fondo un poeta come Fabrizio non se ne va, ma diventa solamente un pretesto per altri sogni.
Castellani si muoveva tra le scene ideate da un gruppo di allievi della Facoltà di Architettura, che comprendevano grandi casse di legno e lunghi filari di bucato. Tra un brano e l’altro della narrazione, spazio alla musica e alla voce di Claudia Pastorino, appassionata e fedele interprete della poetica di De Andrè; il suo è stato un contributo raffinato, elegante, che si è fuso perfettamente con l’atmosfera della serata.

A supportare la cantante, ma anche alcuni monologhi, i Cello Fans, quartetto di violoncelli capitanati da Giuliano Glavina e costituito da Federica Vallebona, Chiara Alberti e Stefano Cabrera, che però sabato era in tour con Gino Paoli e ha lasciato il posto a Raffaele Ottonello. Cabrera era comunque uno dei protagonisti della serata, visto erano suoi tutti gli arrangiamenti delle canzoni ascoltate; senza eccezioni, un lavoro di grande qualità e intelligenza, con magnifiche soluzioni timbriche e un bel dialogo tra le 4 voci, dalla percussività alla cantabilità. Tra i momenti più emozionanti, da citare La ballata dell’amore cieco, Un giudice (eseguita anche come bis a fine spettacolo), Fiume Sand Creek, Creuza de mä e Jamin-a per voce sola. Come detto, alla fine applausi calorosi per tutti da parte di un pubblico accorso numeroso a uno spettacolo meritorio sotto tutti i punti di vista.

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