Concerti Genova Martedì 20 gennaio 2009

Altera: «la nostra Alda Merini è osé»

Genova - Un cd d'esordio - Canti di spine, versi italiani del '900 in forma di canzone (2001, ormai fuori catalogo) - che ha raccolto poesie Ungaretti, Saba, Quasimodo, Pavese, Pasolini, Montale, Luzi, Levi, Alda Merini, ed è stato prodotto da Franz Di Cioccio della PFM. La partecipazione al cortometraggio in omaggio a Don Gallo Mi hanno rubato il prete. Il progetto di recupero dei videoclip che non riescono a sfondare nella TV commerciale, tramite il nuovo canale Pandora TV. E poi il Premio Speciale ricevuto al MEI per l'ambito Suona la poesia.
L'ultima mossa del gruppo genovese Altera è il singolo Manifesto, che fa parte della compilation Arci Libertà e Musica. Testo duro, che segna il distacco dalla poesia verso il tema dell’impegno sociale e politico. Stefano Buzzone è il cantante della band. L'abbiamo intervistato.
In copertina di Canti di spine c’è una nota immagine di Alda Merini, sdraiata su un fianco, quasi nuda. Come è nata la collaborazione con la poetessa? «Pensando agli autori da inserire nel nostro cd sulla poesia del '900 (e alle poetesse) è venuto naturale il suo nome. L'abbiamo contattata e ha aderito subito». Impossibile non chiedere come hanno fatto a mettere quella immagine sul proprio cd. «Confesso che è stato uno dei momenti di più grande piacere della mia vita. Una volta a casa sua mi mostrò la nota immagine di Grittini per la Biennale di Venezia, dove lei è ritratta semisvestita per una Campagna contro l'accanimento terapeutico. Mentre io pensavo che sarebbe stata la copertina ideale per il cd e pensavo a come chiederglielo, lei disse “Perché non la mettiamo in copertina?"...». Easy no?
Nato nel 1996 autodefinendosi “duo allargato”, oggi di Altera fanno parte, oltre a Stefano, anche Davide Giancotti (chitarre, effetti, cori, musiche), Ema Carbone (basso elettrico), Claudio Luvarà (batteria). Il gruppo fa dell'eclettismo una caratteristica fondativa. Energia e dolcezza, poesia e protesta, rabbia, intimismo. Varietà che si nota anche nei gusti di Stefano, nelle sue fonti di ispirazione: «Mi piacciono cose diversissime tra loro. Musicalmente potrei citare CSI, Manu Chao ma anche i Rammstein e Bowie, Buscaglione e Tom Waits. Alla fine secondo me nelle canzoni del gruppo non si avverte un riferimento chiaro...».
Un filo conduttore c’è, ed è quello dell’impegno. «Per me è naturale, è una cosa normale: apprezzo film, canzoni o libri che oltre ad avere un valore artistico magari hanno anche riferimenti sociali». Quanto complica la vita un approccio come il vostro con i tempi che corrono? «Dici bene, è una complicazione. Oggi il pubblico è abituato ad un consumo veloce ed immediato, tendenzialmente superficiale. Quando alzi il tiro fatalmente ti incasini la vita. Basta esserne consci e seguire la propria strada, magari con qualche idea ed invenzione in più».
Cosa che Stefano, una specie di macchina sforna-idee a ciclo continuo (tra l’altro, è stato uno degli animatori del Cantiere Idee per il Carmine, per la rivalutazione del quartiere genovese in cui vive), sa fare bene. Nel 2000, per esempio, ha ideato un progetto che doveva portare gli studenti italiani a rifare il viaggio dei deportati verso i campi di sterminio nazisti. Nel percorso avrebbero dovuto tenersi performance, racconti, letture di poesie. Oppure l'ultimo progetto in ordine cronologico, che vede la collaborazione di Altera e del canale TV indipendente Pandora. «Da tempo penso alla possibilità di riportare alla luce tanti videoclip censurati dalla TV. È un patrimonio musicale, visivo, di pezzi di cultura fermi in un limbo. Un progetto di Tv indipendente come Pandora mi pareva il luogo ideale».
Infine, la nuova canzone, Manifesto, un testo duro, aspro come i nostri tempi. «Cantare la poesia è parte di noi e non smetteremo di certo. Ma il paese nel quale viviamo si è lasciato trasformare senza la minima reazione in qualcosa di talmente agro, sconfortante e senza speranza che mi è venuto istintivo alzare il tiro e "incattivire" i testi. Il testo di Manifesto in effetti dice tutto...».
Basta riportare il ritornello: Io sono un uomo libero… io sono vivo e Resisto, Resisto, Resisto...

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