Concerti Genova Lunedì 12 gennaio 2009

Cobain: suicidio o omicidio? Il libro

Genova - Per alcuni morire è più difficile che per altri. Le rockstar faticano molto, per esempio. Non tanto nel corpo, che spesso lasciano prima del tempo. Ma soprattutto nella mente, nei ricordi, nei sogni dei fan. È così che nascono i miti. Hendrix, Morrison, Elvis, Lennon: c'è sempre qualcuno convinto che siano alle Seychelles a spassarsela alla faccia nostra. Qualcuno ci crede sul serio. E vabbè…

Kurt Cobain non è sfuggito alla più classica delle mitopoiesi rockettare. Morto è morto, su questo non c’è dubbio, il 5 aprile 1994. Un fucile caricato a pallettoni gli ha aperto la testa. Suicidio, dicono. E pare proprio sia andata così.

Quasi subito però, la sua esistenza tormentata e la fine tragica, danno vita a voci contrastanti. Non si è ucciso, l’hanno ucciso. E perché? E chi? Nel 1996 Max Wallace e Ian Halperin pubblicano Who Killed Kurt Cobain - The Mysterious Death Of An Icon. Nel decennale della sua scomparsa poi (2004) danno alle stampe anche Love and Death - The Murder of Kurt Cobain. In Italia vengono trasmessi alcuni servizi e documentari, come Kurt and Courney di Nick Broomfield. La trasmissione Voyager ha dedicato alla morte di Cobain una puntata piena di mistero, che trovate su Youtube.

L'investigatore Tom Grant venne assoldato da Courtney Love per seguire Kurt dopo che era scappato da un centro di cura per tossicodipendenti. È lui, che conosce da vicino l'icona rock, il paladino della tesi pro-omicidio.
In rete si trovano anche presunte prove del fatto che non può essersi ucciso da solo. Tra queste, la mancanza di impronte sull’arma, il fatto che si è iniettato una dose da cavallo di eroina prima di spararsi (e quindi non avrebbe dovuto avere nemmeno la forza di tenere gli occhi aperti, figurarsi tenere un fucile in mano). Viene aggiunto anche che stava preparando il divorzio da Courtney Love, che la sua carta di credito è sparita proprio mentre lui sparava, e qualcuno a cercato di usarla.

Insomma, il mistero è pronto in tavola e se lo stanno pappando da quindici anni. Ultimo capitolo della saga è un libro edito dalla casa editrice genovese Chinaski. Dopo aver scritto Rock coroner, che raccoglie e racconta una carrellata di stelle della musica stecchiti anzitempo, Epish Porzioni approfondisce il suicidio-omidicio del leader dei Nirvana ne Il caso Cobain: indagine su un suicidio sospetto. Stile dissacrante, una buona dosa di autoironia, investigazione sulle carte e sui libri che si sono accumulati dopo la morte di Cobain.

Al centro di questo quadro inquietante, tutti i tasselli che - secondo l’autore - non tengono su la tesi del suicidio. E la figura della vedova, Courtney Love, quanto mai ambigua...
Un altro thriller rock con tante domande e molti lati oscuri.

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