Concerti Genova Lunedì 29 dicembre 2008

Al Carlo Felice, aspettando Capodanno

Genova - Successo pieno e trionfo per Fabio Luisi al concerto offerto dalle maestranze del Teatro Carlo Felice alla cittadinanza domenica 28 dicembre pomeriggio. Teatro esaurito in ogni ordine di posti da un pubblico insolitamente educato – pochi colpi di tosse, un solo telefonino, e nessuno che si alza e scappa al termine del concerto. Nessun discorso, solo la lettura di un breve testo del Presidente Napolitano a difesa della cultura e dell’arte, ha aperto questa sorta di “riconciliazione” tra i lavoratori dell’ente lirico e la città sulle note della “Settima” di Beethoven e di alcune tra le pagine più belle scritte da Giuseppe Verdi.

Al di là della magnifica riuscita dell’evento, va però sottolineato come la cifra artistica di quanto abbiamo udito vada ben oltre, trattandosi di quanto di meglio il Carlo Felice ha proposto dall’inizio di questa stagione, il che è singolare se si pensa a quanto poco tempo Fabio Luisi, che ha accettato con entusiasmo questa proposta, abbia avuto per le prove (4 ore in tutto, ci è stato detto). La 'presa' del direttore genovese che fa faville a Dresda e a Vienna, infatti, è stata davvero impressionante sia sui professori d’orchestra che sul coro (ottimamente istruito come sempre da Ciro Visco); protagonista, quest’ultimo, accoratissimo e coinvolgente dei grandi affreschi corali verdiani come Va’ pensiero e O Signore dal tetto natio.

Ma forse la forza “persuasiva” di Luisi si è manifestata ancora di più in Beethoven, con una lettura della musica sublime della “Settima” squisitamente romantica, dai tempi e dalle sonorità più tedesche che filologiche, fatta di fedeltà alla partitura, mai appariscente, sempre gravida di contenuti, che si è rivelata “esplosiva” soprattutto nell’ultimo movimento, una vera e propria danza a rotta di collo. La gestualità di Luisi è sempre misurata, efficacissima, costantemente al servizio della realizzazione di quanto sta scritto. Il suo è l’atteggiamento di un umile primus inter pares che colpisce profondamente, e l’orchestra si è lasciata plasmare rispondendo con generosità, impegno, compattezza, specie nelle prime parti: su tutti, i due violini di spalla, Giovanni Battista Fabris e Raimondo Matacena, che si sono alternati, come molti dei loro colleghi, nel ruolo.

Anche i brani strumentali verdiani della seconda parte (la Sinfonia della Forza del destino e del Nabucco, il Preludio della Traviata) avevano perso ogni traccia bandistica, come spesso si ascolta, a beneficio di una lettura virilmente sinfonica, nel senso più pieno e nobile del termine.
Prossimo appuntamento con il Concerto di Capodanno, alle ore 16 del 1° gennaio, con la musica e i valzer della famiglia Strauss. E ancora con Fabio Luisi sul podio. Speriamo che torni presto a dirigere nella sua città, ce n’è davvero bisogno. Non mancate! E buon 2009 a tutti!

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