Concerti Genova Martedì 16 dicembre 2008

Great Complotto, un album caleidoscopico

Genova - Sono passati cinque anni da Primo Passo, demo del Great Complotto, che racchiudeva le composizioni dal 1990 al 2003 di questo gruppo genovese, dalla carriera ormai più che ventennale e sempre caratterizzato da pareri positivi della critica, nonostante l’assenza di una distribuzione ufficiale. Nel 2008 ci riprovano con …Attraverso le dimensioni sonore, la raccolta della produzione dal 2004 ad oggi. Un lavoro certamente più maturo, sempre caratterizzato da quel sound fluido e dalla complessità strutturale che è il loro marchio di fabbrica, per un progressive che sconfina nella fusion ed è a tratti riconducibile al jazz-rock, con punti di contatto nella scena canterburiana.

La consueta formazione a quattro (Davide Corso e Marco Rinzivillo alle chitarre elettriche, synth e MIDI, Maurizio Costa al basso e Pierpaolo Tondo alla batteria) è mantenuta anche nei due brani dell’ultimo periodo, che vede l’uscita di Corso dal gruppo, grazie all’apporto compositivo e strumentale del tastierista Luca Scherani, da sempre alla ricerca di molti colori sonori, per una fusione di stili.

Sabato 13 dicembre 2008 il CSPI ha dedicato una serata alla presentazione del disco, con interventi di tutti i protagonisti, compresi Massimo Bordino, autore delle copertine, Massimo Romagnoli, in veste di appassionato e rappresentante dell’Associazione Nonsolomorego e Riccardo Storti come moderatore.
Si passa da brani relativamente semplici come Endorphin in cui, rispetto al demo precedente, si lascia maggiore spazio alla melodia, transitando per gustosi interludi (Carloooo!!! e il Gollum in versione growl di Concorso), che creano uno stacco in un disco quasi esclusivamente strumentale, fino ad arrivare a brani estremamente complessi e caratterizzati da soluzioni ritmiche innovative (Hexaflexagon, che gioca sul dinamismo degli accenti).

Da notare un brano come Alone, ricavato sulla metrica dell’omonima poesia di E.A. Poe e paragonabile ad alcune timbriche della PFM di Stati di immaginazione; anche Piccolo valzer, con la voce di Rinzivillo per certi versi assimilabile a quella di Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso e con la melodia che segue percorsi inattesi; infine Secret, passaggio corposo e ricco di suoni, dove la parte di contrappunto è affidata a Scherani.

«È un album caleidoscopio, difficile dare un’etichetta», come sottolinea Tondo, e questo già traspare nei titoli fantasiosi che accompagnano i brani. Per chi desiderasse più informazioni e volesse contattare direttamente il gruppo, un avvertimento: attenzione alla segreteria telefonica! Ascoltate il disco e capirete.

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