Concerti Genova Venerdì 5 dicembre 2008

Le lezioni di piano di Grigory Sokolov

Genova - Molti pianisti del passato sono transitati per le mie orecchie. Poi, sono entrato in latenza.
Salvo pochissime eccezioni, mi sembrava che la muscolarità e l'esibizione acrobatica o cerebrale volesse aver ragione sul fatto musicale da comunicare.

Lunedì scorso, alla GOG, mi sono però risvegliato. Una lezione di pianoforte veramente al di là del bene e del male.
Il maestro di tale lezione: Grigory Sokolov.

Pazienza per un Mozart fuoriclasse (le sonate K 280 e K 332), che avrebbe deliziato l'Autore con il dominio delle risorse dello strumento (quel pianoforte che probabilmente Lui avrebbe sempre desiderato), tanto da svolgere un discorso compiuto anche attraverso i temi contrastanti tra legato e staccato, anche attraverso le ripetizioni dei ritornelli, mai ripetitive, fino a portare al calor bianco contenuti nuovi e sorprendenti.
Pazienza anche per un Beethoven (le sonate op.2/2 ed op.27/1 'quasi una fantasia' - quella che non è il 'chiaro di luna'), rifiorito sulla lettura più classica di Schnabel, che gli rimane purtuttavia appena di un capello più perfetta, nonostante le più vive sensibilità timbriche, rese da un pianismo personalissimo.
Pazienza: perché cosa potremo dire dello Chopin (fuori programma, tra i bis), una buona volta sottratto alla sensiblerie française dell'ottimo Cortot e restituito alle lande polacche, forse ancora un poco più orientate verso est (quasi lituane)!
Soprattutto il quarto preludio, liberato dall'estenuazione e dalla stanchezza tipiche di altri interpreti, per elevarsi a espressione metafisica del dolore a fior d'anima.
La goccia d'acqua (ma sì, usiamoli questa volta i titoli apocrifi) che avvia l'interiorizzazione della crisi verso il suo paradisiaco superamento, e ancora l'epica tutta slava e icastica di una caduta di Varsavia che s'appunta sul fondo (dell'anima, appunto).

Ancora Mozart ci attende, la sera del 15 dicembre al Carlo Felice, con un piccolo gruppo di composizioni d’assieme, che vanno dalla giovanilissima Sinfonia K 183, a quella, sapiente e tarda, K 550, attraversando il sovrano quintetto K 516: tutte in sol minore, tonalità del dolore e della consolazione (M. Mila).
Lo proporrà la London Chamber Orchestra, diretta da Christoper Warren Green, la più antica orchestra da camera della Gran Bretagna.

* già Vicepresidente Associazione “Teatro Carlo Felice”

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