Concerti Genova Venerdì 5 dicembre 2008

«Il rap in Italia? Se la passa male»

Genova - Segno sull'agendina personale delle cose da non scordare: mai fidarsi dei rapper.
È bastata una confidenza fatta a Erik aka Nio’S e Lurè, ovvero il gruppo Zero Plastica, perché se ne approfittassero. Una sera scherzando davanti a un bicchiere dissi che un vecchio semiserio intervento di Rigoni su mentelocale.it - Film porno, il trionfo di Porcahontas - aveva fatto una tonnellata di visite. Facile capire perché. Gli ho visto sgranare gli occhi, ma non avevo ancora dove volevano arrivare.
Ve ne accorgerete più sotto.

Zero Plastica ha da poco pubblicato un nuovo e.p. (scaricabile gratuitamente) dal titolo P.O.P.? con le basi del produttore olandese Kubus, il rap di Nio e Lurè, le collaborazioni di L8 di Cuori e Goldstein. Come nasce questo lavoro? «P.O.P.? nasce grazie alle basi strumentali di Kubus – noto anche come 'Porcahontas' (cosa vi avevo detto? ndr), il maggiore produttore olandese. L'idea viene da un mio viaggio ad Amsterdam due anni fa – dice Nio - ma si concretizza del tutto nella primavera 2008, durante la campagna elettorale. Si sviluppa su musica estrema con contenuti estremi (tipo il film 'Porcahontas')».

I media, la politica, i giornalisti, la corruzione, l’omertà, l’inganno. Nessuno si salva dalle frecce di questo e.p., che già dal nome emette odore di sfida. P.O.P? infatti sta per Populista o pericoloso? «Oppure ‘Puttanazza o Porcahontas’?, come vuoi tu (mmmm ndr). Questo titolo nasce dalle accuse rivolte a Beppe Grillo e a chi, come lui, osa scagliarsi contro l'ordine precostituito e contro le caste. Dato che in tutte le canzoni di questo cd ce la prendiamo con i media e chi li controlla, con i politicanti e i giornalisti e, in generale, con le istituzioni corrotte, abbiamo immaginato di essere accusati di essere populisti, in quanto poniamo delle domande pericolose per gli ascoltatori: sono domande che rischiano di far riflettere...».

Cosa ne pensate della scena rap italiana? «È la più deprimente del mondo: in qualsiasi altro paese, non ci sono solo 4 gruppi che arrivano al mainstream, ma ce ne sono decine, centinaia». Tra i progetti di Zero Plastica, c'è un nuovo album insieme a Roberto Gabrielli (già Sensasciou, Mr.Puma & i Raptus, Cool Reagge Band, Nversi). «Per realizzarlo, stiamo lavorando con alcuni dei migliori musicisti genovesi...».

Ci spiegate perché emerge sempre prima l’immagine più superficiale del rap, tutta macchinoni, catenone, donne? «C’è questa grottesca percezione che l'italiano medio ha del rapper: un modello tristemente americanoide. D'altra parte, noi vorremmo essere considerati al pari di un cantautore: sempre di poesia si tratta. È una bella responsabilità. E, generalmente, fa rima con il "fare la fame"! Mica come gli autori di "Porcahontas"». Guarda che non basta ripetere a macchinetta Porcahontas, per essere letto su internet, è una bufala! Abbiamo anche fatto un esperimento a proposito: Come ti faccio boom col porno.

Andiamo avanti. Se non aveste fatto il rapper quali altri generi avreste potuto suonare? «Chissà! Folk, trallalero, oppure elettronica estrema, o punk hardcore. Oppure film come ‘Porcahontas’…».
Finiamola qui.

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