Genova Lunedì 17 novembre 2008

Morte cerebrale: si riapre il dibattito

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Genova - Il CRCSSA (Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale Onlus) è stato fondato nel 1996 da Maria Grazia Barbieri, Bruno Fedi, primario ospedaliero e docente universitario, e dallo scienziato Giulio Tarro, direttore del comitato scientifico che tempo fa è salito agli onori della cronaca per una scoperta scientifica importante: un nuovo strumento per la diagnosi precoce del tumore al polmone. Si tratta di un marker rappresentato della proteina TLP (Tumoral Liberated Protein). L’associazione rifiuta la sperimentazione sugli animali, la vivisezione e i protocolli basati su modello animale. Si occupa per lo più della divulgazione e della sensibilizzazione.

Domenica 23 novembre CRCSSA organizza, con l’adesione di Associazione Nazionale Famiglia e Civiltà di Genova, il convegno nazionale Morte cerebrale: si riapre il dibattito. L’appuntamento è per le 9.30 allo Star Hotel President di Corte Lambruschini. A introdurre l’incontro sarà Maria Grazia Barbieri, presidente dell'associazione: «di morte cerebrale si era parlato ai tempi della proposta della cosiddetta legge del silenzio-assenso in materia di trapianto di organi. Poi per anni più niente. Finalmente il libro di Paolo Becchi, professore di Filosofia del Diritto all’Università di Genova, dal titolo Morte cerebrale e trapianto di organi, riapre il dibattito su un tema intorno a cui tanti medici, filosofi, giuristi, religiosi e politici hanno avuto e tuttora mantengono un atteggiamento fortemente critico».

Insieme al professor Becchi parteciperanno al convegno studiosi di bioetica come Rosangela Barcaro, giuristi come Valerio Pocar, medici come Bruno Fedi, medici trapiantasti come Paolo Bruzzone insieme a rappresentanti della società civile come Rino Tartaglino, presidente associazione Cattolici Genovesi e Carlo Barbieri, presidente dell'associazione Famiglia e Civiltà. Modera l’incontro la giornalista Silvia Neonato.

«La morte cerebrale ha numerose conseguenze di vitale - è il caso di dirlo - importanza per tutti. Fino a quarant’anni fa perché una persona fosse dichiarata morta era necessario che il medico verificasse la mancanza di battito; oggi una persona può essere considerata morta anche se il cuore batte: è sufficiente che l’elettroencefalogramma risulti piatto - cioè ci dica che non c’è più attività cerebrale - perché sia dichiarata morta e possa essere soggetta ad espianto». Becchi riapre il dibattito sulla legge N.578/93 e sul concetto di morte. Il convegno sarà l’occasione riflettere e avviare un dibattito.

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