Cultura Genova Venerdì 31 ottobre 2008

Festival della Scienza: sesso e cervello

Genova - Il nostro cervello è vivo. Cambia, si muove a seconda di quello che facciamo. Un esempio? Sono stati fatti esperimenti scientifici su alcune persone mentre imparavano a giocolierare con tre palline. Poi hanno smesso. Bene, è stato dimostrato che nel periodo dell’apprendimento la loro corteccia cerebrale si è ispessita, per poi tornare come prima. Catherine Vidal - neurobiologa presso l’Institut Pasteur - studia da tempo questi fenomeni. «Grazie agli strumenti della scienza odierna, come la risonanza magnetica, si possono vedere le differenze cognitive presenti in ogni individuo. Così si è rivelata l’eccezionale plasticità del cervello umano». Ciò che è emerso è che le connessioni neuronali si creano e si dissolvono a seconda delle esperienze, in un processo continuo di evoluzione cerebrale.

Ancora oggi non è del tutto fugato il dubbio che alle differenze di genere corrispondano diversità biologiche. Uomo e donna fisicamente diversi, insomma. Catherine Vidal è stata invitata al Festival della Scienza proprio per rispondere a questa domanda. «La riposta è si e no allo stesso tempo - dice – Sì perché alcune funzioni, come quelle che governano il ciclo mestruale, sono tipicamente di genere, riguardano solo le donne. Ma per ciò che riguarda le funzioni superiori – cultura e attitudini per esempio - l'ambiente è fondamentale per la fabbricazione del cervello. In ogni caso, le differenze riscontare tra persone di generi diversi non sono superiori a quelle riscontrate tra persone dello stesso genere».

Uno studio condotto su dieci milioni di bambini statunitensi negli anni ’50 rivelava come i maschi fossero più bravi in matematica delle femmine. Lo stesso studio condotto nel 2008 ha dimostrato che questa differenza non c’è più. «È decisamente improbabile che in questi anni sia avvenuta una mutazione biologica - dice Vidal - è il punto è che storicamente gli uomini hanno sempre dominato. È sempre stato in mano loro il potere economico, politico, culturale. Solo a partire dal 19° secolo le donne hanno iniziato ad essere considerate, prima erano trasparenti. Grazie alle loro lotte hanno conquistato i diritti politici e civili». Ma non ovunque: «nella maggior parte dei paesi ancora oggi le donne non hanno diritto all’educazione, a scegliersi un partner, non possono scegliere se fare figli oppure no». E ancora, la vulgata vuole le donne più brave a parlare e gli uomini migliori a muoversi nello spazio. Balle.

Tornando alla biologia, il dato assolutamente affascinante è la plasticità del cervello, cioè la sua capacità di trasformazione. Dura per tutta la vita? «Sì - risponde Catherine Vidal - a meno di traumi, casi clinici o malattie. Ma anche qui ci sono sorprese. In alcuni casi di incidente in cui sono stati coinvolti i vasi vascolari dell’emisfero destro del cervello, si è verificata una paresi della mano sinistra. Dopo un mese di riabilitazione si è riusciti a far fare piccoli movimenti alla mano, ma la parte di cervello interessata da questo recupero non era la parte destra (come dovrebbe), bensì la sinistra. In seguito la situazione è andata verso la normalizzazione».

La scienziata si è dimostrata entusiasta verso il Festival: «un luogo accogliente per il pubblico e che dimostra come la scienza sia accessibile a tutti. Una lezione che deve servire agli altri paesi. In Francia abbiamo la Settimana della Scienza, ma non è organizzata in modo unitario, come un festival».

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