Concerti Genova Martedì 28 ottobre 2008

Una tesi di laurea a tutto rock

Genova - Studiare il progressive. Nel 2002, quando nascemmo con e da questa “trovata”, fummo accolti dalla “comunità” non certo con diffidenza, anzi…ma le perplessità erano molte. Durerà? Non durerà? Ora, che di anni ne sono passati un po’, non solo siamo sempre qui, ma quella “ricerca” è emersa in pubblicazioni editoriali, per sensibilizzare, a poco a poco, gli spazi istituzionali del sapere.
Sempre più spesso, il CSPI (Centro Studi per il Progressive Italiano) riceve tesi di laurea che, in qualche modo, ci riguardano. O meglio, lambiscono la comune passione di ricerca in un àmbito che, almeno fino ad un lustro fa, era ben al di fuori di sedi accademiche e confini nazionali.

Luigi Cattaneo si è laureato in Scienze dei Beni Culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. La sua tesi, già dal titolo, desta un immediato interesse in quanto coniuga passione “storica” e curiosità “tecnica”: Introduzione di nuove risorse espressive grazie agli strumenti elettronici nel rock progressivo italiano degli anni ’70. Non spaventi la lunghezza wertmulleriana dell’enunciato: la sostanza è diretta, l’approccio divulgativo, per nulla superficiale.
Cattaneo, saggiamente, si muove partendo dalla fine degli anni Sessanta, descrivendo la genesi della “sensibilità” progressive, con una successiva zoomata sull’evoluzione italiana dal beat alla psichedelia.
Ovvio che l’autentica rivoluzione sonora scorra attraverso l’applicazione di quelle che, all’epoca, erano le nuove tecnologie musicali, quindi l’analisi di Cattaneo finisce per toccare le “valenze espressive dei nuovi strumenti elettronici”.

L’autore prende in considerazione tre “must” del sound anni Settanta: il sintetizzatore (nella varianti più note del Moog e del Minimoog), il Mellotron e l’organo Hammond.
La discesa nella profondità delle argomentazioni si fa più serrata, ma il profano non si spaventi: utilissimi e illuminanti i puntuali riferimenti ad esempi stranieri e italiani.
Pur nella sintetica brevità di una cinquantina di pagine, ci imbattiamo in un testo piacevole proprio perché “annuncia” una ricerca che, da questa “introduzione”, potrebbe (e dovrebbe) continuare. Terminata la lettura, viene voglia di fare il tifo per questo giovane studioso, invitandolo a proseguire per una strada che merita di essere battuta fino in fondo.

Potrebbe interessarti anche: , La Voce e il Tempo: i Carmina Burana alla Chiesa di santo Stefano , Salmo in concerto a Genova nell'estate 2019 , Genova: «Il Museo del Jazz non esiste più», la lettera di Dado Moroni , Note dal Cuore: una serata di musica e tango al Carlo Felice, a favore di Gaslini Onlus , Da Cornigliano il gruppo Braccio 16100: Genova scopre la musica trap

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Il testimone invisibile Di Stefano Mordini Thriller 2018 Adriano Doria è "l'imprenditore dell'anno" nella nuova Milano da bere. Guida una BMW, porta al polso un Rolex vistoso, ha una moglie e una figlia adorabili e un'amante bella come Miss Italia. Ma ora si trova agli arresti domiciliari, accusato di... Guarda la scheda del film