Concerti Genova Venerdì 24 ottobre 2008

Bobby Soul: 73% Phunk

Genova - Doppio cd carico di energia, ritmo e soprattutto un buon 73% Phunk. Venti tracce, quattro video, cover nero e rossa aggressiva, ottima molla per scatenare una serata. Basso, chitarrine funky, voce calda (che ricorda Raiz, ma meno criptico), percussioni ritmatissime e piene, corettini femminili, un po ' di suoni sintetici, tutto mescolato molto bene. Traccia dopo traccia la musica cantata e suonata da Bobby Soul & Les Gastones è travolgente, tanto da farti prendere strumenti in mano e seguirne il ritmo.

Partendo dal primo cd ci si imbatte subito in un brano veloce e con un'anima goliardica, Maschio numero uno, che tra la voce graffiata, la bellissima traccia del basso e la chitarra ancor più graffiante della voce, che ad ogni stacco assume diverse forme, trascina all'ascolto di ogni secondo del pezzo. Subito segue Hey Deejay!, un po' più lenta ma sempre con un groove carico di basso e parte vocale rappata, molto gradevole; a ruota le altre, con Real Black che inizia con un riff di chitarra spezzato (ricorda l'inizio di Don't tell me) e va verso la fine con giochi di ritmo geniali. Sull'onda buona rimane più lineare seguendo precisamente i canoni del Funk, organo elettrico e voci richiamano smielate vecchie hit simili a Domani.

Ispirata da A me piace o' Blues di Pino Daniele parte la traccia A neigra: cantata in dialetto genovese (se non erro) presenta alcune citazioni ai Turntablerockers e dei secondi dedicati all'arte dello scratch vecchia scuola... e la voce di un bimbo (sembra finta), che spunta fuori anche nella successiva Crudele, che ha un bellissimo testo ed un timbro molto profondo.

Scorrendo nell'ascolto non ci si stanca mai e più attentamente si riesce a notare che canzone dopo canzone i suoni cambiano intelligentemente, in modo da non cadere nella monotonia e continuare a tenere alto il livello di attenzione dell'ascoltatore. Cambiano piccoli particolari, parte ritmica con spazzole più evidenziata, si aggiungono flauti, effetti sempre diversi nelle voci, insomma è difficile annoiarsi. Si arriva ad Quando (Eternoritorno?), traccia finale del primo cd, con suoni molto più sintetici e beat che ne segnalano la chiusura.

Ma passata appena un'ora, carichi ancora di energia, viene voglia di inserire nel lettore il secondo disco, la cui intro preannuncia il genere eseguito: un buon funk vecchia scuola. Anche qui un'alternanza di ritmo, da Ogni tanto l'abisso ad A ognuno la sua vita si passa a dimensioni diverse seguendo l'unico stile dichiarato. Splendida Real Black, forse per il parlato interamente inglese, per il sax, per i fraseggi di organo elettrico o per le la sei corde sporcata e trascinata verso sinistra - mi ha colpito particolarmente in questo editing.

Queste le impressioni sulle tracce audio, di cui sono presenti anche i video di Maschio numero uno, Il Cattivo, Scimmione e Real Black. Dall'aspetto un po' casalingo quelli di Scimmione e Real Black, anche se quest'ultimo, essendo una presa di un live (reale?) è apprezzabile. Il video di Maschio numero uno è molto simpatico e divertente: qui Bobby Soul interpreta se stesso tra la noia di un lavoro d 'ufficio, un profumo dagli effetti miracolosi ed un risveglio da un sogno ricco di belle ragazze. Nota in più per Il cattivo: un semplice gioco di proiezioni e riprese su svariati materiali più o meno in movimento a creare un bellissimo effetto visivo.

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