Concerti Genova Museo di Villa Croce Venerdì 17 ottobre 2008

mu‑mù a Villa Croce: tra musica e arte

Genova - Torna in città Mu-mù. In occasione del finissage della mostra 40jahrevideokunst.de - Video arte in Germania dal 1963 al 2004 allestita al Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce (via Jacopo Ruffini 3), domenica 19 ottobre 2008 Arci, Milkclub e DisorderDrama riportano la musica nei luoghi dell'arte.

I gruppi protagonisti di questo pomeriggio mu-mù si inseriscono nello spirito di avanguardia dell'esposizione. Dalle 15 alle 18.30, i visitatori della mostra potranno girare negli spazi del museo accompagnati dalle live session dei gruppi che partecipano a mu-mù: I Paffuti dell'elettronica (feat.Tarick1 & Clara), Pablophone (Rocktone Rebel), Hipurforderai, mcKor, Useless Idea, Smider, UR. Inoltre, ci saranno i djset della disc jockey romana Pippi Kid e Martello Megamix.

Abbiamo sentito mcKor, aka Agostino Macor, musicista attivo da anni nel panorama genovese. Ha fatto parte di diversi progetti, variando dal post-rock de laZona, al nu-jazz rock minimalista di Zaal, fino all'indie dei Finisterre e l'electro-ambient dei Rohmer, nonché il rock della MascheraDiCera. mcKor è la sua parte più intimista.
Per Agostino è il debutto con mu mù, ma non a Villa Croce: «nel 2000 mi è capitato di suonare nel Museo coi Finisterre sonorizzando una mostra intitolata -appunto- De Finibus Terrae». Da artista, che sensazione dà suonare in un Museo? «Sono molto favorevole alla contaminazione tra le arti, in particolare una certa arte contemporanea si presta molto ad essere sonorizzata, così come certa musica è molto adatta ad accompagnare la visione o la fruizione dell'opera d'arte contemporanea esposta».
Cosa suonerai? «Io personalmente farò un set improvvisato totalmente live con sintetizzatori, glockenspiel e amenicoli vari a sonorizzare uno dei video dei crucchi».

La mostra, presentata in collaborazione con il Goethe-Institut Genua, porta, per la prima volta in Italia, l’archivio che ripercorre quarant’anni di storia della video arte in Germania, istituito a partire da un progetto di ricerca finalizzato al recupero, al restauro, alla conservazione e alla diffusione di un patrimonio di opere video realizzate in un arco di tempo che va dalle prime sperimentazioni degli anni Sessanta fino alle esperienze più recenti.
Due anni di ricerche e di messa a punto di norme di restauro e conservazione dei nastri originali in formato digitale hanno portato alla selezione di cinquantanove opere, considerate tra le più importanti realizzate in Germania, di artisti e autori, tra gli altri, come Marina Abramoviæ / Ulay, Joseph Beuys, Jan Dibbets, Valie Export, Harun Farocki, Jochen Gerz, Rebecca Horn, Christian Jankowski, Nam June Paik, Gerry Schum, Katharina Sieverding, Rosemarie Trockel, Wolf Vostell, Robert Wilson.

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