Concerti Genova Lunedì 13 ottobre 2008

Red Wine, dai caruggi a San Francisco

Genova - I Red Wine sono uno dei gruppi bluegrass più famosi d'Europa. Vengono da Genova e partecipano regolarmente ai più importanti festival internazionali: nel 2008 hanno festeggiato i 30 anni di attività e vinto il Premio Regionale Ligure (la premiazione, con concerto gratuito, è fissata per venerdì 17 ottobre, ore 21.00, al Teatro della Gioventù). Oltre i vari concerti in giro per il mondo (cosa che però fanno ormai da tempo).

A raccontare la storia del gruppo è Martino Coppo, mandolinista e voce principale. È il 1978 quando Silvio Ferretti e un giovane Beppe Gambetta iniziano a suonare insieme proponendo pezzi oscillanti dallo swing al country. Sono proprio gli albori, e spesso ai loro live prendono parte mogli e amici per le parti corali.
Nel 1980 avviene la prima svolta nella storia del gruppo: è l'anno in cui Martino entra a far parte della formazione, che si assesta in quartetto (Gambetta lascia) e inizia a fare concerti in giro per la Liguria con canzoni in inglese, più che altro cover ma anche brani propri.
Da allora la loro musica diventa bluegrass in toto. Si tratta di uno stile un po' diverso dal country, di cui è una branca: «possiamo dire che il bluegrass sta al country come l'heavy metal sta al rock» precisa Martino, spiegando che la sua peculiarità è la sola presenza di strumenti a corda, quindi niente fiati o percussioni.

La fama dei Red Wine cresce quando iniziano a calcare i palcoscenici europei: «il primo è stato un festival a Tolosa» ricorda Martino, «era il 1983 e da lì sono nate tutte le opportunità successive che ci hanno portato a suonare nei più importanti festival europei».
La "scoperta dell'America", invece, risale al 1995. «Abbiamo inviato una cassetta per partecipare a una rassegna importante che in quei tempi si svolgeva nel Kentucky (ora è a Nashville, Tennessee) e ci hanno subito preso. Da allora torniamo negli Stati Uniti quasi ogni anno».
Le ultime esperienze negli States risalgono all'estate 2008: tra i vari festival a cui i Red Wine hanno partecipato sono senz'altro da segnalare l'Hardly Strictly Festival di San Francisco («un weekend di musica con 600.000 persone» ricorda Martino: «partecipavano musicisti di tutti i tipi, c'erano anche Elvis Costello e Robert Plant») e l'IBMA Artist Showcase di Nashville (dedicato ai 24 gruppi bluegrass più rappresentativi dell'anno).

Oggi il gruppo è formato, oltre che da Martino Coppo, anche da Silvio Ferretti, Stefano Cavallo e Marco Ferretti. La musica non è la loro professione esclusiva: «quello che ci guida è la passione, e spesso ci tocca investire le ferie nei viaggi musicali» afferma Martino.
Un buon investimento, però: «negli USA l'accoglienza è sempre ottima sia nei paesini sia sul palco dei grandi festival, molto maggiore che in Italia. Qui l'ostacolo più grande è la difficoltà della lingua: la gente non capisce quello che canti. E poi, non è una musica che appartiene per tradizione agli italiani. In Europa, però, ci sono dei paesi dove il bluegrass è molto seguito: il pubblico più caldo lo si trova in posti come Repubblica Ceca, Irlanda, Germania e Svizzera».
Altro tipo di soddisfazione deriva dalle conoscenze che si possono fare intorno al palco: «in questi anni abbiamo incontrato tutti i nostri miti. A partire da quel Bill Monroe che è unanimemente considerato il padre spirituale del bluegrass ( basti dire che lo stesso termine "bluegrass" deriva dalla sua band, i Bluegrass Boys), ma anche gente come David Grisman e Doc Watson: nomi che forse in Italia non dicono molto, che però sono tra i maestri di questo genere».

Per il futuro, i Red Wine hanno già le idee chiare: «oltre ai tour, stiamo organizzando due serate al Teatro della Gioventù, il 13 e 14 febbraio 2009. Abbiamo invitato Tim O'Brien, uno dei maggiori musicisti bluegrass esistenti. Quest'anno, nello stesso periodo, abbiamo festeggiato i nostri 30 anni di carriera e speriamo che questo diventi un appuntamento fisso tutti gli anni».

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