Concerti Genova Lunedì 11 agosto 2008

Locali: «la soluzione è collaborare»

Lunedì 4 agosto 2008 è entrato in vigore un nuovo regolamento varato dal Comune di Genova sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Tra i punti dell'ordinanza, spicca l'obbligo di chiusura anticipata dei locali del centro storico: all'una l'ultima somministrazione, all'una e mezza la chiusura. Per le serate di venerdì e sabato (ma anche prima delle festività), l'orario limite è posticipato alle due di notte.
Si parte con un mese di prova, poi arriveranno le sanzioni per chi non rispetta le regole: alla quinta infrazione nell'arco di 12 mesi è prevista la revoca della licenza.

Inoltre da sabato 9 agosto è in vigore un’ordinanza con cui si vieta l’uso bevande alcoliche in contenitori di vetro e/o metallo dalle ore 22.00 alle ore 6.00 in alcune località del centro storico (piazza Caricamento, via di Sottoripa piazza delle Erbe piazza San Bernardo, salita Pollaioli piazza della Commenda, via e piazza della Maddalena, Area Expo). La sanzione per i trasgressori sarà dai 25 ai 500 euro, salvo che il fatto costituisca reato.
I città si è subito creata una certa tensione, sono fioccate la prime multe, le vie in questione sono presidiate dagli agenti, e si orecchia di manifestazioni (pacifiche) in centro.

A seguito di questo nuovo regolamento, abbiamo aperto il dibattito. Dopo lo sfogo di , hanno risposto , , , , ,
e .
Di seguito pubblichiamo il commento di Alessandro Chindamo.

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Trovo che nel botta-risposta scatenatosi tra movidari eccellenti e lavoratori residenti si sia perso il centro del problema, perchè il problema c'è, nessuno può metterlo in dubbio, ma la soluzione rischia di essere seriamente un passo indietro per la zona.

Sono uno studente universitario, lavoro e ho sempre lavorato nel centro storico, nel quale frequento case di amici e parenti, mi sento quindi adottato; frenquento anche tutti o quasi i locali qui presenti e imputati, spesso dirigendomi verso casa solo al mattino, e a volte sono stato bersaglio da lanci di liquidi (acqua, urina, varechina) o oggetti (uova, vasi, bottiglie di vetro), quasi sempre senza meritarlo.
Credo che chiudere i locali un'ora prima o servirà a poco o niente oppure ci consegnerà un centro storico a partire dall'una deserto, in mano a piccole e grandi mafiette sempre in agguato, con cui ho avuto (ovviamente non solo io) direttamente a che fare passato l'orario di chiusura dei locali circostanti; ora credo che anche al più integerrimo lavoratore dopo un cinema o una cena fuori capiti di rincasare dopo l'una, no? Ma perchè certi locali infastidiscono e certi
no? Perchè se vado al Moretti o alle Erbe o Lepre o mille altri mi tirano un pò di tutto dalle finestre, mentre quando sono in piazza Lavagna insieme ad altre duecento persone nessuno fa una piega? Al di là del caso di piazza delle Erbe dove per la calca e gli 11 locali in 50 metri quadri è difficile passare a piedi, figuratevi dormire, trovo che l'innesco del problema sia stato il provvedimento anti-fumo, con il conseguente accalcarsi del vasto popolo dei fumatori (con anche i non fumatori, per compagnia) all'esterno dei locali, che in settimana dentro sono spesso semi-vuoti e fuori non hanno spazi sufficienti.

Penso che l'unico provvedimento efficace possa essere collaborare direttamente con i gestori dei locali, troppo spesso colpevolizzati ingiustamente, chiedendo (o ordinando) di invitare (o intimare) ai clienti di limitarsi negli schiamazzi, riservandosi il diritto di cacciarli dal locale o chiamare chi lo farà per loro.
A Torino, dove ho vissuto, per l'analoga situazione della riqualificazione del quadrilatero romano nessuno si è sognato di fare un passo indietro ma sono state istituite in seno ai vigili delle "pattuglie verdi", dedicate esclusivamente a combattere il rumore. Se non funzionasse credo sia sempre meglio lo schiamazzo della certo più discreta e silenziosa microcriminalità, senza dimenticare che l'aumento della movida degli ultimi anni ha raddoppiato i prezzi delle case nel centro storico, con buona pace dei residenti.

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