Concerti Genova Giovedì 7 agosto 2008

Locali chiusi: «questo è proibizionismo»

Lunedì 4 agosto 2008 è entrato in vigore un nuovo regolamento varato dal Comune di Genova sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Tra i punti dell'ordinanza, spicca l'obbligo di chiusura anticipata dei locali del centro storico: all'una l'ultima somministrazione, all'una e mezza la chiusura. Per le serate di venerdì e sabato (ma anche prima delle festività), l'orario limite è posticipato alle due di notte.
Si parte con un mese di prova, poi arriveranno le sanzioni per chi non rispetta le regole: alla quinta infrazione nell'arco di 12 mesi è prevista la revoca della licenza.

A seguito di questo nuovo regolamento, si è aperto il dibattito. Dopo lo sfogo di , hanno risposto , , , e .
Di seguito pubblichiamo il commento di Dom Costa.

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Genova - Avete presente il famoso aneddoto di quel marito che si taglia i gioielli di famiglia per far dispetto alla moglie? Bene, questo sta succedendo non solo a Genova ma in tutta Italia.
Non so per quale motivo nel nostro paese si tende a criminalizzare tutto e dare sempre la colpa a qualcuno, fatto sta che se c'è gente che va in giro nei centri storici, allora si chiudono i locali, se la gente guida in stato di ubriachezza, si chiudono le discoteche, se qualcuno ha fatto indigestione, si chiudono i ristoranti.

Francamente sono stupito da decisioni del genere, soprattutto quando nel tentativo di favorire una rinascita del centro storico di Genova si cercava di far aprire più locali possibili perchè con un centro storico vivo sembrava che ci fosse meno delinquenza.
L'Italia è un paese a forte vocazione turistica, ma a furia di fare giri di vite su questo e quello, la maggior parte del turismo giovanile e non solo, va in Spagna, Grecia, Turchia, Portogallo e Croazia, dove se ne guardano bene dal far chiudere i locali all'una o di far chiudere le discoteche alle due, al massimo si dovrebbero intensificare i controlli, ma non fare dell'assurdo proibizionismo che non serve a niente ed è controproducente.

Capisco che c'è gente che al mattino deve andare a lavorare, ma accorciare l'orario di apertura dei locali di un'ora risolverà tutti i problemi?
Ne dubito fortemente, fatto sta che per bere una birra dopo l'una si andrà da quello che la serve di nascosto, i locali avranno un giro di lavoro minore e magari lasceranno a casa qualcuno del personale. Nelle discoteche dopo il divieto di servire alcolici dopo le due il lavoro è calato del 30% e di conseguenza anche una percentuale di dipendenti sono stati mandati a casa.
In Spagna qualche sindaco ha provato a prendere provvedimenti analoghi, logicamente la chiusura era molto più in là dell'una, beh cosa si sono inventati? Dei mega bottelllon (si dice così quando la gente si trova a bere nelle piazze con le bottiglie portate da casa) da centinaia di persone facendo capire che il provvedimento era pressochè inutile. Già adesso nei chioschi dei porchettari di notte servono da bere abusivamente, figuriamoci dopo.
Strano paese il nostro, una repubblica fondata sulla burocrazia, i decreti legge e di fatto ex-meta preferita dai turisti stranieri.

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