Concerti Genova Giovedì 7 agosto 2008

L'Aura: «non c'è poesia nella realtà»

Genova - 24 anni da compiere tra pochi giorni, frangetta sbarazzina, voce intensa e delicatamente potente: questa è elleapostrofoaura ovvero L'Aura, giovane cantautrice bresciana con un'indole da veterana. Domani sera, venerdì 8 agosto 2008 (ore 22.00), sarà a Chiavari per un concerto gratuito, nell'ambito della rassegna estiva Palco sul Mare.
La sento al telefono che è nella sua casa di Milano, anzi fuori: «dovrò decidermi a cambiare operatore - dice -, pensa che devo sempre uscire quando chiama qualcuno». E in effetti all'inizio la voce va e viene, ma presto la ricezione migliora. «A Chiavari non sono mai stata - prosegue -: conosco bene Genova, che ho visto più volte per le collaborazioni con gli Gnu Quartet; ho amici ad Aulla e Sarzana, ma il Tigullio non lo conosco molto bene. Non vedo l'ora di venire».

Aveva poco più di una dozzina d'anni, L'Aura, quando ha iniziato a comporre le sue prime canzoni al pianoforte: «brani come Una favola, Piove, Domani (n.d.r., pubblicati in seguito nell'album Okumuki) risalgono a quel periodo» mi rivela. È il 2000, poi, quando parte alla volta degli Stati Uniti, destinazione San Francisco, portando con sé qualche demo e tanta voglia di musica: «fu il produttore Corrado Rustici a consigliarmi di andarci per migliorare il mio inglese», ricorda. Tra studi e concerti, lì rimane per due anni.
Nel 2005, il botto: i singoli Radio Star e Today sono trasmessi a ripetizione dalle radio italiane, il suo inglese è perfetto e tutti sono convinti che quella voce dal timbro così internazionale provenga da oltreoceano. L'anno dopo partecipa a Sanremo, sezione giovani, con Irraggiungibile. Il secondo album, Demian, è del 2007, mentre la consacrazione definitiva arriva con la partecipazione al Festival di Sanremo 2008, dove canta Basta!, brano antimilitarista tra i più trasmessi dalle radio nelle settimane successive alla kermesse.

Ed eccoci a oggi: dopo essersi esibita al Concerto del Primo Maggio a Roma e all'Heineken Jammin' Festival a Venezia, quest'estate la cantautrice bresciana ha avuto l'onore di aprire i concerti di 3 big della musica mondiale: Ben Harper a Verona, REM a Milano e Alanis Morrissette a Torino. «Tutti artisti che stimo tantissimo. Non ho parlato con Alanis Morrissette, ma sia Ben Harper che i REM si sono dimostrate persone splendide. E anche il loro pubblico, soprattutto quello di questi ultimi, si è rivelato adatto alla mia musica».

A proposito di pubblico, L'Aura ha un rapporto speciale con i fan: attraverso il suo sito, interagisce con loro, che si organizzano per andare insieme ai concerti ed eventualmente incontrare L'Aura in persona. «Internet ha reso tutto più democratico, ha eliminato le barriere: forse non sarebbe possibile fare qualcosa del genere se la mia popolarità fosse maggiore - afferma lei, ridendo - ma so che ci sono persone che si sbattono per venire a vedermi».
Una cosa naturale, dunque. Un po' come lei, che mi parla quasi come se ci conoscessimo da sempre. Come quando mi dice che da qualche tempo non scrive più poesie: «mi dispiace dirlo, ma la realtà non è così poetica. Bisognerebbe vivere come degli eremiti per essere poeti. Se troverò uno spazio tranquillo, un giorno ricomincerò a scrivere. Per ora mi basta la musica».

E quando le chiedo se non sente il bisogno di esportare all'estero le proprie canzoni, data la sua padronanza dell'inglese, risponde che, sì, non le dispiacerebbe, ma è una questione che dipende dalla casa discografica. «In questo senso, però, vado avanti a piccoli passi - aggiunge -: domenica, per esempio, vado a Londra per un concerto piano e voce in un club, il 12 Bar».
Quello che manca in Italia è la mentalità internazionale: «bisogna che anche qui si inizi a pensare in termini globali - afferma -. Anche Elisa, che conosco bene e che è anche più famosa di me, mi ha parlato delle difficoltà di portare la nostra musica all'estero».
Ma L'Aura per farlo ha tutte le carte in regola, e soprattutto, a 24 anni non ancora compiuti, tutto il tempo che vuole. E sebbene domani a Chiavari non sia ancora il suo compleanno, nessuno si dimentichi di dirle: «Auguri Là!»

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