Concerti Genova Venerdì 25 luglio 2008

Giua: «Sul palco penso a chi amo»

© www.giua.it/
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Venerdì primo agosto, alle ore 21.30, a Rapallo il Parco di Villa Tigullio ospita il concerto di Giua. Ingresso gratuito

Genova - «Dopo Sanremo un signore mi ha scritto che ha iniziato ad appezzare la musica da quando mi ha sentita cantare, prima non gli interessava. Quella sera teneva la tv accesa, mi ha ascoltata e ha scoperto un piacere, quello della musica, mai considerato prima. Un’e-mail che mi ha fatto molto piacere».
Questa è solo una delle mail arrivate durante il periodo sanremese a Maria Pierantoni, in arte Giua. Di Rapallo ma genovese di adozione, classe 1982, Giua sarà in concerto a Rapallo (Villa Tigullio) venerdì primo agosto.
L’abbiamo intervistata, regalandovi anche qualche spezzone rubato dal suo cd, Giua.

La sua voce squilla forte e frizzante dall’altra parte della cornetta e subito mi faccio raccontare le novità post-Sanremo: «Una rassegna che mi ha dato molta visibilità, facendomi conoscere a un pubblico più ampio. La cosa più bella è stata l’essere apprezzata anche dagli addetti ai lavori, come i giornalisti. Marzullo, ad esempio, mi ha invitata due volte alla sua trasmissione».

"Uccidimi per un motivo
cinque minuti
tanto non arrivo.
Ti giuro che stavo correndo
se non ci credi
non aggiungo altro…"

Qualche aneddoto sanremese da dietro le quinte? «La cosa più strana che mi è successa al festival è avvenuta proprio durante la sera in cui dovevo cantare. La mia esibizione era in tarda serata e mi sono guardata la prima parte dalla mia camera d’albergo. Sembrava assurdo, mi chiedevo: "Cosa sta succedendo?". E poi la sensazione che si prova prima di scendere quella scala: senti il pubblico e hai la tv accanto, non capisci nemmeno dove ti trovi in quel momento. È una settimana fuori dal normale, dove non si ha percezione del tempo che passa, si fanno orari assurdi, non si dorme. Senza contare alcuni episodi di divismo». E baciare Baudo? «Baudo è davvero un uomo colto, direi d’altri tempi, sia per professionalità che per cultura. Apprezza i giovani compositori, di musica ne sa». E quando le chiedo chi sia l’uomo più sexy del mondo - Baudo a parte - lei non pensa solo al fattore estetico ma a quel non-so-che percepibile in un uomo solo dopo averlo conosciuto: «Ci sono uomini magari brutti a prima vista, ma che quando li conosci ti colpiscono e li trovi belli. Questo è per me l’essere sexy, come potrebbero esserlo Benicio Del Toro o De Niro, due attori che apprezzo molto».

"No, non sono petali e mirto a fare di me una regina. No, non sono voci distratte a fare di me una canzone..."

Proseguendo la nostra chiacchierata telefonica scopro che Giua è una buona forchetta – cucina ligure in primis, dalle torte di verdura alla pizzata - e adora cucinare per gli amici. La focaccia è quella del panificio Vivaldi a Rapallo - «un po’ più spessa» - e a Genova dall'Antico Forno di piazza Paolo da Novi.
Libro sul comodino? «Ce ne sono tanti. Ora ho ripreso in mano L’idiota di Dostoevskij, ma ultimamente ho letto Calvino, Faletti, Freud. E poi Montale, un autore che non può mancare. Amo leggere».
Niente riti scaramantici pre-concerto: «Non sono scaramantica. Prima di salire sul palco penso alle persone a cui voglio bene ma non ho paura, diciamo che non me ne frega nulla. Salgo e basta».
E che rapporto ha Giua con internet? «Prediligo l’incontrare di persona la gente, ma internet è un mezzo così veloce e pratico che è stupido non sfruttarlo. Ricevo molte mail alle quali rispondo personalmente: è per questo che sono un po' lenta! Però tendo a non scaricare musica, un po’ perché sono pigra, un po’ perché amo i dischi. Quando me ne piace uno lo compro, al massimo lo masterizzo da amici».

"Ho sognato di te, così, morbidamente, ho pregato che il tempo lasciasse ancora tempo a questo istante.."

Parliamo della situazione musicale attuale, da come se la passa il cantautorato ai talent show: «In Italia tutti provano a fare tutto, si tende ad essere dei tuttologi e i motivi trainanti non sono legati né a capacità né a passione. È la società del "tutto subito e pronto", dei "quattro salti in padella" ed anche le canzoni sembrano dover essere capite e memorizzate al primo ascolto». E i talent show: quanto c’è di talent e quanto di show? «Non mi piacciono e non li trovo utili. Trovo queste trasmissioni distanti da quello che è il lavoro, il talento, la musica o l’arte. Certo, se si è in grado di sfruttarli bene se ne può approfittare, ma secondo me rincoglioniscono».

"E sapere, e sapere dove va questo mare, dove va ad asciugare.."

Adesso che farai? «In programma ci sono concerti a Firenze, in Germania e Svizzera. Sono alla continua ricerca di nuovi spunti, nuove esperienze anche all’estero, per non fermarmi al punto in cui sono, ma crescere. La musica non è un settore a sé, ma deriva da stimoli che arrivano da tutto». Esperienze oltre confine arrivate anche con la sua ultima vacanza, «una settimana in Spagna - Andalusia, Siviglia e Cadige - una terra che amo e dove ho amici. La Spagna è un paese in crescita, interessante, ricco di stimoli».

Una canzone per dire "Maria"? «Sai che non saprei risponderti? È un periodo in cui sto pensando di cambiare strada, non mi sento molto definibile in questo momento».

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