Teatro Genova Giovedì 10 luglio 2008

Cargo: a teatro sul Trenino di Casella

Genova - Anni fa, nei dintorni di Londra, ricordo un trenino a vapore nero nero rimesso a lucido che percorreva un breve tratto in aperta campagna. Comodamente seduti - si fa per dire, perché le panche erano di legno - si assisteva al passaggio di personaggi bizzarri per uno spettacolo di teatro-circo che prevedeva anche improvvisi capolini di figure umane dalla testa di zebra. A recuperare quest'idea brillante, ma poco praticata, ci ha pensato il Teatro Cargo che già con Partenze ci aveva condotto a bordo di un'avventura teatrale in viaggio, cogliendo la ghiotta e originale opportunità del setting che il trenino di Casella offre, per proporre uno spettacolo su rotaie Donne in guerra - dal 17 luglio al 2 agosto 2008 (prenotazione obbligatoria, tel. +39010 694240, +393400975765).
Una parentesi è qui d'obbligo perché se da un lato la nuova - anche se temporanea - funzione del trenino (che da Genova percorre le alture verso l'entroterra passando per Sant'Olcese, per terminare la corsa a Casella) come spazio teatrale sicuramente alletta e stimola l'ampia comunità di pubblico appassionato di teatro, dall'altra chi del trenino si serve quotidianamente - godendone anche paesaggisticamente - perché ne ha fatto mezzo di trasporto primario, lo scenario è meno roseo: molte le corse tagliate sia sull'orario feriale che festivo e, recentissima, la chiusura dell'officina di manutenzione, certo indispensabile a convogli piuttosto datati, come segnalato da due nostre lettrici e già trasmesso in una lettera di protesta alla dirigenza della ferrovia. Tuttavia è anche vero che la stazione è appena stata riammodernata e che girano voci sull'arrivo di un treno nuovo nuovo. Chiusa parentesi.

Con sei interpreti donne, Fiammetta Bellone, Elena Dragonetti, Barbara Moselli, Margherita Romeo, Irene Serini, Raffaella Tagliabue, le autrici del testo, Laura Sicignano (anche regista) e Alessandra Vannucci, ci (solo per 75 spettatori a sera) portano indietro nella storia proiettandoci fuori della letteratura e a diretto contatto con la vita al tempo del secondo conflitto mondiale, «precisamente nell'estate del '44 in piena guerra civile», segnala Sicignano. Vivremo così, per il tempo di un viaggetto fino alla stazione di Sardorella (prima di Sant'Olcese), tra compagne di viaggio speciali calate nell'identità di persone che quei giorni li hanno vissuti dal vero e magari avevano solo 16 anni.
Quello che ascolteremo sono le parole e le preoccupazioni di figure tipiche della quotidianità dell'epoca - mogli, madri, operaie, levatrici, staffette partigiane e militanti nazifasciste - sollecitazioni per rinvedire la memoria di tempi drammatici ma anche di momenti fondamentali per una presa di autonomia e quindi di coscienza da parte delle donne.

Sedute accanto al pubblico, le sei interpreti trasformeranno l'itinerario ferroviario in un viaggio nel tempo e ogni singolo/a spettatore/trice in un/una confidente ideale - perché sufficientemente anonimo da essere depositario di piccole grandi angosce, successi e sconfitte. Come spiega Sicignano: «Il trenino di Casella è stato usato moltissimo durante la Seconda Guerra Mondiale: molte erano le famiglie sfollate nell’entroterra genovese. La mia generazione è l’ultima ad essere cresciuta con i racconti della guerra, narrati da chi l’aveva vissuta in prima persona. Abbiamo questo bagaglio preziosissimo. Si tratta di racconti spesso frammentari. La memoria degli anziani si fissa su alcuni singoli episodi, che vengono ripetuti all’infinito. E su dettagli. Raramente abbiamo trovato narrazioni compiute, ma piuttosto “schegge”, aneddoti, immagini come lampi». Per la costruzione del testo a quatro mani, Laura si è occupata più di selezionare materiali dalla vasta letteratura sul tema, mentre Alessandra ha scartabellato negli archivi storici (Archivio Ligure della Scrittura Popolare e Archivio Ligure della Resistenza) e raccolto testimonianze in diverse interviste.

Per la realizzazione di questa produzione il Teatro Cargo (organizzato in partnership con Provincia di Genova e Fondazione Carige e il sostegno di Compagnia di San Paolo, Coopsette e Regione), ha trovato l'appoggio e l'approvazione di: Comunità Montana Alta Valle Scrivia, Comune di Casella, Ferrovia Genova-Casella, Archivio Storico di Scrittura Popolare dell’Università di Genova, Archivio Ligure della Resistenza.

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