Concerti Genova Venerdì 4 luglio 2008

Elio e storie tese: «Milano allo sbando»

Genova - Elio e le storie tese, ovvero come diventare un gruppo di culto senza mai cedere alla tentazione di darsi a un genere musicale preciso, anzi, spaziando allegramente (e con tanto manico) tra uno e l’altro. Senza prendersi mai sul serio, ma facendo cose più serie della maggior parte delle altre band. Un esempio: il singolo Parco Sempione, brano dell’ultimo album Studentessi, prende in giro i bonghisti che suonano nelle piazze e nei parchi d’Italia, ma il vero bersaglio è la speculazione, che quei parchi li fa sparire. È una vecchia questione per cui si è battuto Rocco Tanica qualche anno fa, ne aveva parlato anche a noi.

Di fronte ad un progetto di edificazione nel bosco di Gioia, a Milano, Tanica aveva messo su una raccolta di firme con tanto di presidio. Poi, quando tutti erano in ferie, sono entrati i bulldozer. Perciò in Parco Sempione si dice: Vorrei suonare i bonghi / come se fossi in Africa / sotto la quercia nana / in zona Porta Genova / sedicimila firme / niente cibo per Rocco Tanica / ma quel bosco l'hanno rasato / mentre la gente era via per il ponte / Se ne sono sbattuti il cazzo / ora tirano su un palazzo / han distrutto il bosco di Gioia / questi grandissimi figli di troia!

Questa volta parlo con Cesareo, chitarrista storico del gruppo. Non c’è stato proprio niente da fare per il bosco di Gioia. Rocco come l’ha presa? «Come tutti noi, male. È stato il segno della prepotenza degli amministratori. Che dobbiamo fare? la protesta civile non vale: o rischi che ci scappi il morto, oppure appena ti giri fanno quello che vogliono». Ma il verde in estinzione non è l'unica magagna per il capoluogo lombardo: «la città sta soffrendo tantissimo - dice ancora Cesareo – non ci sono praticamente più posti in cui fare musica del vivo. E anche sulle grosse manifestazioni è un disastro: al concerto di Bruce Springsteen c’era la metro chiusa e manco un autobus in più. Molta gente è dovuta andare in stazione a piedi. La verità è che da qualche anno assistiamo a un declino».

Passiamo ad argomenti più lieti. Come sta andando l’inizio del tour? «Molto bene. Non ci aspettavamo che fin dai primi concerti cantassero le canzoni di Studentessi a memoria. E invece. Probabilmente premia il fatto di aspettare anche qualche anno per far uscire un buon lavoro». Le canzoni degli Elii sono una specie di caccia al tesoro per i fan: riferimenti, citazioni a iosa. Ignudi tra in nudisti pare addirittura la reverse song di Suspicious mind di Elvis. Ma quanto vi impegnate per seminare gli indizi? «Il bello è che ognuno ha la proprie influenze e le mette dentro. Ci divertiamo più che altro fare le cose “alla” Elvis, o chi per lui. Il bello del nostro gruppo è che non dobbiamo rendere conto a nessuno, non seguiamo i generi».

Ma bisogna essere bravi tecnicamente come voi per fare quello che fate? «Direi di no. Ci sono tanti musicisti in giro molto più bravi di noi. Ma spesso la tecnica è usata a sproposito, e se non hai idee te ne fai poco. Anzi, la quantità di cover che si fanno oggi dimostra che ci sono veramente poche idee in giro».

Comunque Davide Luca Cevaschi, aka Cesareo, di tecnica ne ha da vendere. Nato sulle note di Beatles, Rolling Stones, e poi Lynyrd Skynyrd, Deep Purple, tra i suoi chitarristi preferiti Hendrix, Ritchie Blackmore (Deep Purple) ma anche Dodi Battaglia: «un chitarrista meraviglioso, anche se stretto nelle mura dei Pooh», e Stef Burns, che suona con Vasco.
A testimonianza della sua bravura, la marca Ibanez gli ha dedicato anche una serie: la Cesareo Custom. Come è nata questa storia? «Io primo suonavo una Fender Stratocaster, ma quando sono entrato negli Elio avevo bisogno di una chitarra più versatile. La Ibanez riprendeva alcune caratteristiche della Fender. Le sono rimasto fedele e poi è nata la collaborazione». Sei un collezionista? «No, sono per l’efficacia. Non ne ho tre, ma nemmeno cento. Ne ho una ventina perché mi servono, le uso tutte».

Genova la conosci? «Mi riprometto sempre di andare a vedere l’Acquario, prima o poi lo faccio. In realtà ci sono stato più che altro in occasione dei nostri concerti. In questo senso Genova è rimasta una tappa triste della nostra carriera: l’ultimo concerto di Feiez». Studentessi è dedicato proprio a Feiez, polistrumentista che ha fatto parte degli Elii fino al 1998, anno della sua scomparsa.

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