L'agriteatro di Tonino Conte - Genova

L'agriteatro di Tonino Conte

Teatro Genova Martedì 1 luglio 2008

Genova - Le idee a Tonino Conte non sono mai mancate. La determinazione per realizzarle tanto meno. E allora ecco che, dopo essersi messo un po' dietro le quinte al Teatro della Tosse, dove - come dice lui - «da un po' di tempo faccio solo consulenza artistica», si produce in un nuovo slancio e, in nome del mitico padre Ubu, porta il teatro dentro la sua ventraglia: dentro la sua casa di campagna (nella Cascina di San Biagio a Cremolino - Alessandria) per una formula di studio e confronto intorno al teatro a cui ha dato nome di Agriteatro. Del teatro fuori del teatro non c'è da stupirsi con Tonino, ma se c'è stato un tempo in cui portava il teatro alle folle (Forte Sperone, il borgo di Apricale, i capannoni Ansaldo o la Diga Foranea di Genova) e oggi si ritira a discuterne con un piccolo gruppo, qual è la vocazione di questa nuova impresa? «Portare il teatro in campagna è tornare alle origini, perché all'inizio il teatro si faceva sui prati, tra persone dello stesso ambiente. Persino in Grecia, la gente si sedeva sul declivio di morbide colline e assisteva a commedie e tragedie prima ancora che si pensasse alla gradinata di pietra. Tornare alle origini di un teatro fatto senza scene, né costumi, né trucco e non solo per quanto mi riguarda ma anche attraverso il lavoro dei miei ottimi collaboratori Cuocolo e Bosetti, che funziona anche con il teatro di Massimiliano Civica», anche lui protagonista dell'operazione. Tornare all'essenza del teatro, del suo significato, qualcuno che parla a qualcun altro e non alle masse».
Evadere dal caos della città mi sembra opportuno ma evadere dalle folle non va in parte contro tanto sue storiche produzioni? «Certo che negli spettacoli storici c'erano migliaia gli spettatori, però non credo ci sia alcuna contraddizione nel mio modo di fare teatro oggi. Perché anche allora quello che proponevo era un attore o un'attrice a tu per tu con un piccolo gruppo di spettatori, che di volta in volta si costruivano il loro percorso. Non è così lontano da quello che voglio fare oggi: eventi non banali, formule che affascinino».

Da domenica 6 a domenica 20 luglio 2008, la Cascina di San Biagio, sulle colline dell’Alto Monferrato, ospita due settimane di Natura e Teatro sul tema del Bosco Shakespeariano, un laboratorio per giovani attori seguito da una settimana di dimostrazioni spettacolo guidati da Renato Cuocolo e Roberta Bosetti dell’Iraa Theatre, dal regista Massimiliano Civica, il tutto con il coordinamento artistico di Gianni Masella, e l’organizzazione della Cooperativa BMR Service.
Per la partecipazione sono stati selezionati (in audizioni tra il 25 e il 30 giugno), 7 giovani soltanto (ma da tutta Italia) per un’immersione totale tra i prati, seguiti da più registi dal carattere e dalle biografie artistiche diversissime. Ma come funzionerà in pratica? «La prima settimana è solo studio, nella seconda sono invece previste cinque uscite nei paesi accanto (nei castelli e le cascine dell’Alto Monferrato): un incontro non strutturato, ovvero al margine di una piazza, o comunque all'aperto, seduti dove capita e a partecipazione del tutto gratuita. Si tratta non tanto di uno spettacolo quanto di un incontro tra persone e il riferimento è il bosco shakesperiano (soprattutto Il Sogno di una Notte di Mezza Estate, Macbeth, Come vi Piace, I due Gentiluomini di Verona), più un'ispirazione che un tema rigido». A questo proposito Massimiliano Civica sottolinea che «è un piacere lavorare in un gruppo che si prende un tempo lungo e magari va avanti anche a cena o nel dopo cena, in un ambiente rilassato - una rarità oggigiorno. È così, spesso, che nascono le buone idee».

Qualcosa di questo lavoro entrerà nella prossima stagione teatrale della Tosse? E su quale bosco shakespeariano lavorerai tu? «No, Agriteatro e Tosse sono due realtà distinte che per caso coinvolgono le stesse persone. Personalmente mi concentrerò sul personaggio di Puck, in particolare sul monologo con cui entra in scena per vederlo nell'interpretazione di 7 diversi attori/trici».
Da papà, zio o nonno del teatro quale messaggio intende mandare Tonino Conte oggi ai giovani, potenziali protagonisti di questa esperienza? «Senza guardare solo al teatro suggerisco di non guardare a quello che fanno gli altri, tanto meno gli altri della Tv, ma piuttosto a guardare e tirare fuori quello che hanno dentro, nient'altro».

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.