Concerti Genova Mercoledì 11 giugno 2008

Seguendo la musica a Genova

Genova - Seguendo fedelmente gli appunti di mentelocale.it sugli eventi musicali del fine settimana, ho trascorso due giorni pieni di note e rumori vecchi e nuovi che mi sembra valga la pena di raccontare.

Sul primo concerto, programmato come appendice al convegno internazionale NIME, Nuove interfacce per l’espressione musicale, la vera sfida è riuscire a descrivere con le parole l'esperienza visual/sonora vissuta. La composta atmosfera della sala da concerti del Paganini ha ospitato nell’ordine le seguenti performances:
The pencil project: brano composto da Martin Messier e Jacques Poulin Denis. I due compositori stanno uno di fronte all’altro scrivendo su fogli di carta con matite o toccando bicchieri il cui suono amplificato e deformato da computers nascosti diventa rumore, musica e sberleffo. Un’esecuzione elettronica condotta con utensili quotidiani.
Etch di Mark e Julie Wilson Bokowiec. Una cantante bardata di guanti sonori, intona una frase vocale che nel corso del brano viene moltiplicata e continuamente deformata ed arricchita di “ variazioni” dai movimenti degli arti. Il sistema denominato Bodycoder è abbinato a immagini video anch’esse create dai gesti dell’interprete
Intersecting lines di Francois Houle, Keith Hamel e Aleksandra Dulci. Un clarinettista improvvisa mentre un programma informatico offre una mappatura audio e video 3 D delle emozioni dell’interprete, basata sulle linee melodiche dello strumento.

Perdendomi un po’ a malincuore la Suite per telefoni cellulari programmata dal NIME per la sera di sabato, ho scelto invece, con un salto geografico e culturale davvero azzardato, il più rassicurante concerto del pianista cubano Roberto Fonseca, alla prima apparizione dal vivo a Genova, ultima serata dello Spring Jazz Festival del Borgo Club. Grande attesa e pubblico del Teatro della Gioventù molto propenso ad entusiasmarsi per la proposta del quintetto di Fonseca, che mixa un po’ (non proprio tanto ) di jazz, alla tradizione cubana da cui proviene (avendo a lungo frequentato la compagnia di Ibrahim Ferrer e soci del Buena vista social club) e ad altre molteplici influenze dell’universo musicale occidentale. Una sorta di world music non sempre originale, in cui spicca l'effervescente sezione ritmica con l’esplosivo Ramses Rodriguez alla batteria, mentre gli altri, tutti habaneri doc, svolgono onestamente il proprio compito sotto la guida del giovane leader. Meglio del concerto è forse il recente disco Zamazu che propone la musica di Fonseca in una dimensione più contenuta e riflessiva.

Un grazie comunque va tributato al Borgo club per il mini festival con tre proposte (Di Battista, Angeletti e Fonseca) che hanno illuminato le notti jazz di Genova, in attesa delle serate estive che si preannunciano numerose ed assai ghiotte.

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