Concerti Genova Giovedì 22 maggio 2008

Rock FM chiude. I dj traslocano in rete

© Bea Bressi

Genova - Quando è stata data notizia della chiusura di Rock FM, un freddo pomeriggio del marzo scorso, lì per lì pensai ad uno scherzo. In onda, c’era il fido Max De Riu: la sua voce non aveva tradito un’accesa emozione. Fu durante le due ore successive, quelle gestite da Edo Rossi, che la bomba esplose veemente, venando una porzione di etere di incredulità e, credetemi, di mestizia.
Da quel preciso momento ho iniziato ad ascoltare i programmi di Rock FM con un’emozione particolare, sempre crescente, riflettendo sul fatto che, di lì a poco, mi sarebbe stata negata la possibilità di godere della sua programmazione tanto originale e stimolante, e della compagnia di voci amichevoli e piacione, sempre sorridenti.

Per anni, non ho mai saputo che volto avessero Claudia o Ariel, non mi interessava: mi bastava ascoltare il loro cicaleccio per sentirmi a mio agio, coccolata nella giusta maniera, senza fronzoli o manierismi di sorta. Credo che questo senso di familiarità sia comune a tutti gli ascoltatori di Rock FM: i deejay di questa radio sono compagni di bisboccia, la cumpa ideale, quella con cui ti spareresti volentieri chilometri in macchina per andare a sentire un concerto. Loro ci sono sempre stati, fin dove la copertura della radio ha supplito: per quanto mi riguarda, anche se a momenti alterni, Rock FM ha accompagnato tante mie albe, tante notti insonni, molti esami universitari, l’intera tesi di laurea e inevitabili pene d’amor perdute. Una radio così è una compagna fedele, con la canzone giusta (o sbagliata) trasmessa al momento opportuno. Perché è sempre il momento perfetto per il rock’n’roll.


Rock FM, così come la conosciamo, morirà.

Il 31 maggio si concluderà la stupefacente avventura di una stazione radio che per diciotto intensi anni ha fatto dell’amore sincero per la musica rock il proprio vangelo. A distanza di qualche mese dall’annuncio ufficiale ed in pieno smantellamento dell’emittente milanese, Edo in persona mi racconta le vicissitudini di quei giorni e il susseguente pandemonio emozionale dello staff e degli ascoltatori.

«La notizia della chiusura ci era stata comunicata il 17 marzo, ma l’abbiamo resa nota solo successivamente, dopo averla metabolizzata ed aver stabilito la linea da seguire nella nostra camminata verso la sedia elettrica. Ci era stato detto che la radio avrebbe chiuso nell’arco della settimana successiva. In seguito, ci è stato concesso di continuare la programmazione fino a giugno. In un primo momento, l’istinto ci suggeriva di non andare più in onda, perché il fardello psicologico era veramente pesante. Poi abbiamo pensato ancora una volta ai nostri ascoltatori, la nostra (rock)famiglia, e abbiamo deciso di andare avanti fino alla fine».

«In quest’ultimo periodo», continua Edo, «i miei colleghi ed io abbiamo tentato di impostare il tempo concessoci in modo da celebrare ciò che è stato e non sarà più. Dobbiamo festeggiare e non disperarci: sarà una festa, non un funerale». I deejay hanno aperto un sito per mantenere un contatto con gli ascoltatori: Rockfamily è un luogo d’incontro virtuale concepito per raggruppare il fedelissimo pubblico della radio. Edo mi fa notare che «il sito va avanti senza alcun moderatore. Il che la dice lunga sulla capacità autogestionale e sulla maturità degli utenti: non ci sono prevaricazioni, non si litiga», semplicemente si convive nel nome di un’amica che, fra poco, non sarà più tra noi.

La Rock FM All Stars Band, di cui Edo è il chitarrista, è in giro per l’ormai leggendario Farewell Tour. L’ultimo concerto si terrà il 24 maggio all’Area Gens di Gello, nei pressi di Pontedera (Pi) , e ci si aspetta il botto, dopo il bagno di aficionados di un paio di venerdì fa, in piazzetta Liberty, a Milano: «C’erano almeno millecinquecento persone, da non credersi», mi racconta Edo. «Abbiamo fatto tutti lo stage diving. Una roba apocalittica. E ne abbiamo approfittato anche per mandare un messaggio video a Bryan May». Il chitarrista dei Queen, infatti, si è recentemente fatto portavoce della causa di una radio rock inglese che, come la sua gemella italiana, sta per chiudere: «Hai visto mai che possa metterci una buona parola», sorride Edo.

La situazione di Rock FM è complessa e rasenta il paradosso: vagando qui e là nel web, vengo a sapere che appartiene ad una società greca, partecipata in maniera considerevole dalla Mondadori. Il colosso editoriale italiano è proprietario della società Monradio: fatti un po’ di conti e con un occhio all’esiguo territorio coperto, i capoccia devono essersi resi conto che Rock FM, pur essendo una realtà mediatica consolidata da quasi vent’anni, non soddisfa specifici parametri di produttività. Detto fatto, la radio verrà smantellata, a prescindere dal seguito consistente di ascoltatori e dall’interesse che la sua presenza nel panorama radiofonico italiano suscita in molti artisti, anche stranieri: «Nelle prossime settimane avremo modo di trasmettere moltissime interviste realizzate di recente. Nei giorni scorsi abbiamo mandato in onda quelle realizzate con Kiss e Nazareth. Abbiamo in programma quella a Steve Lukather dei Toto e a Paul Gilbert dei Mr.Big. Senza contare la presenza in studio di numerosi colleghi, dal mitico Luca De Gennaro a Federico L’Olandese Volante, passando per Ringo, prima voce ufficiale della radio all’inizio degli anni Novanta, e Nikki».

A partire dal 30 maggio si svolgerà una 24 ore di diretta che si concluderà alle 18 di sabato 31: Edo mi spiega che «parteciperà il 99% delle voci che ha lavorato a Rock FM. Sarà un momento che definire emozionante è riduttivo: saremo dei dead man walking. Personalmente, ho scelto di affrontare la camminata verso il patibolo con la barba fatta ed il vestito migliore».
Nel frattempo, per coltivare l’attesa e per celebrare l’evento nel migliore dei modi, il calore degli ascoltatori è indispensabile: tra l’impegno della mitica caramella Zigulì, che ha acquistato praticamente tutto lo spazio pubblicitario a disposizione, petizioni, sms e continui segni di solidarietà, il pubblico non manca di far sentire la propria vicinanza e l’affetto nei confronti di un progetto editoriale che non ha praticamente eguali e che affonda le proprie radici nell’anarchia gioiosa delle radio libere degli anni Settanta.

Durante la chiacchierata con Edo colgo la sua palese emozione: «Vogliamo goderci questo momento impareggiabile. Non sarà possibile dimenticare l’impatto emotivo di questi mesi. Sotto sotto, abbiamo il timore di scontrarci con la realtà del dopo: la speranza è quella di poter continuare a tenere in piedi la Rockfamily, tentando di collocarla in quella che, da giugno, diventerà la nostra nuova quotidianità».

E allora continuiamo a coccolarli, sosteniamoli finché si può. Corna al cielo! It’s only fuckin’ rock’n’roll, but I like it!

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