Concerti Genova Martedì 6 maggio 2008

Il progressive nasce a Genova

Genova - Discesa agli Inferi d'un Giovane Amante (2006), questo è quanto propongono i perugini Il Bacio della Medusa. Un concept in pieno spirito anni Settanta: le fascinazioni letterarie sembrano mischiare miti che continuano ad avere presa sulla modernità (Orfeo, gli inferni e i paradisi – più o meno persi – di Dante e Chaucer, Faust e prometeismi vari). Questo loro secondo lavoro, per fisionomia e identità sonora, non è lontano da operazioni di consapevole recupero del prog italiano di oltre 30 anni fa (leggi Maschera di Cera).
Una ricostruzione fedele, attuata da validi polistrumentisti (Simone Cecchini – somiglianza quasi gemellare con Tito Schipa jr. -, un vocalist tra sax e chitarre acustiche; il batterista Diego Petrini che si destreggia anche alle tastiere vintage) capaci di contaminare la forza rock (il basso di Federico Caprai e l’elettrica di Simone Bronzetti) con il morbido nitore degli archi (Daniele Ronchi) e le volubilità dinamiche di flauto e ottavino (Eva Morelli). Gli archetipi, alla base di questa catabasi sonora, si chiamano Museo Rosenbach, Osanna, Banco del Mutuo Soccorso (guardate un po’, condividono lo stesso acronimo…BDM), Rovescio della Medaglia e Delirium.

I Vortico, ad essere precisi, sono una variante della band pescarese gothic metal Blood Stamed Host che, messa in stand-by, con l'aggiunta del cantante Rocco De Simone, avrebbe iniziato un nuova avventura “più morbida”. Il Cd omonimo (uscito nel 2007) esprime fedeltà alle origini doom-hard rock del gruppo, tanto che si fatica parecchio a cogliere presunti addentellati progressive.
I brani, in Italiano, si reggono su una solida struttura ritmica, stemperata dall’uso orchestrale delle tastiere e sulla voce di De Simone tra Osbourne e Dickinson. Un sound che, sulla carta, vorrebbe richiamarsi agli anni Settanta ma che in realtà, soprattutto per l'utilizzo degli effetti sulle chitarre, tradisce elaborati sonici post-90. Tra Judas Priest e Queensrÿche, con una vaga eccezione (e accezione) vandergraafiana nell'epica Desiderio mortale.

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