Concerti Genova Mercoledì 9 aprile 2008

Jean N'Diaye: «ho la danza nel sangue»

Genova - Jean N’Diaye è un ragazzo dai capelli neri e gli occhi sinceri. E ha una storia da raccontare. Il Senegal ha fatto da sfondo alla sua infanzia, trascorsa prima in un orfanotrofio e poi con una nuova famiglia. A 14 anni la svolta: Jean viene a sapere che nella sua città, Saint Louis, si esibirà un gruppo di ballerini. Incuriosito, cerca di acquistare il biglietto, ma gli spiccioli che ha in tasca sono troppo pochi. Ma lui non cede: scava un piccolo buco nel tendone che ospita lo show e da lì si gode lo spettacolo. Quel giorno la sua vita cambia e Jean si appassiona alla danza. Prima arriva la Scuola di Belle Arti, poi il Ballet National du Senegal. Infine i primi viaggi in Europa come ballerino. «Ho anche partecipato ad un tour del cantante Youssou N'Dour», spiega.

Infine l’Italia: «vivo a Genova dal 2000. Ho amato subito questa città e i suoi vicoli. E poi il mare mi ricorda tanto il mio paese». La danza continua ad essere il suo obiettivo, anche se da suo nonno Jean ha imparato anche il mestiere del falegname. Oggi la palestra Palauxilium di via Cagliari ospita le sue lezioni di musica africana: «i miei allievi imparano a ballare e a suonare le percussioni. Spesso organizzo dei seminari: ogni ballo ed ogni ritmo africano ha un suo significato, per questo ogni anno porto i miei allievi in Senegal per uno studio più approfondito». Jean ha fondato a Genova il gruppo African Arte, composto da ballerini, percussionisti, mangiafuoco e trampolieri.

«Voglio lavorare sull’integrazione tra artisti africani e italiani, per iniziare a lavorare insieme». Le performance di African Arte sono richieste in tutta Italia, ma purtroppo a Genova la situazione è diversa: «in questo senso la città si sta dimostrando un po’ chiusa: non veniamo chiamati a partecipare alle manifestazioni importanti e questo mi dispiace molto».
Ma per Jean la sfida più importante è legata al suo paese: «sono rimasto in contatto con i bambini dell’orfanotrofio senegalese da cui io stesso provengo», spiega infatti, «e per loro ho dato vita al progetto Djame, che significa pace». Jean è in cerca di fondi da inviare ai bambini, che così potranno acquistare vestiti, medicine e magari computer per la scuola.

Per questo sabato 24 e domenica 25 maggio Jean ha organizzato un seminario di percussioni e danza africana tradizionale, in collaborazione con Regione Liguria, Comune di Genova e PGS Auxilium. All’Expò, presso Fronte del Porto, Kissima Diabaté e Samba Diop, direttamente dal Senegal, terranno le lezioni di percussioni (dalle 16.30 alle 18.30) e il corso di danza (dalle 14 alle 16). Sabato 10 maggio Jean si esibirà invece in piazza Manzoni dalle 15 alle 18.

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