Concerti Genova Giovedì 6 marzo 2008

Ornella Vanoni in concerto al Teatro Politeama Genovese

© www.ornellavanoni.it

Genova - Qualcuno l’ha definita “un sex symbol intelligente”. Di sicuro è una delle regine della musica leggera italiana. Ornella Vanoni non passa mai di moda, e ancora oggi i suoi live fanno il tutto esaurito. Ornella Vanoni è molto amata. Ci hanno parlato di lei i cabarettisti Enrique Balbontin e Fabrizio Casalino, Luca Borzani, presidente della Fondazione per la cultura, la scrittrice Claudia Priano, il giornalista e conduttore televisivo Michele Serrano e l’artista Cesare Viel.

«La Vanoni? A Savvvòna la chiamano la Vannnòna». Non poteva che iniziare così l'intervento del savonese per eccellenza Enrique Balbontin. Scherzi a parte, la stimo anche se per pigrizia l’ho seguita poco. Di lei mi hanno sempre affascinato la voce straordinaria e una vita vissuta tra musica e storie d’amore quasi cinematografiche. Come dimenticare quella con Gino Paoli?», dice Balbontin, «insomma, è una donna intrigante. Tra le sue canzoni ricordo quella che fa Amore, fai presto, io non resisto… non ricordo più il titolo». Ovviamente Enrique si riferisce a L’appuntamento, un evergreen.

«Ornella Vanoni ha rappresentato un percorso di creatività culturale italiana», commenta Luca Borzani, «la sua musica mi ha accompagnato per molti anni. Vanoni fa parte di un mondo dello spettacolo che oggi è scomparso: la sua è l’espressione di una storia artistica diversa. Oggi continua a dare emozioni anche alle nuove generazioni. Di certo la sua relazione artistica e affettiva con Gino Paoli l’ha legata molto anche a Genova».

«La Vanoni ha avuto un ruolo importantissimo nella storia della canzone italiana», dice Fabrizio Casalino, «mi piace perché è sempre stata una figura popolare, grazie anche alle canzoni della mala inventate per lei da Giorgio Strehler». Ornella e Fabrizio, poi, hanno una passione in comune: «dall’amore di Ornella per la musica brasiliana è nato un album che ha fatto epoca, La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria, che la Vanoni ha inciso con Vinicius de Moraes e Toquinho».

Quando chiedo un’opinione sulla cantante milanese a Claudia Priano, lei corre a ricercare tra i suoi dischi quelli che ama di più: «da ragazzina anch’io ho amato il suo album di musica brasiliana. Ma soprattutto la Vanoni mi ricorda la mia infanzia: mia mamma ne andava matta e mi faceva ascoltare canzoni come Ah… l’amore l’amore, di Luigi Tenco e i brani scritti per lei da Strehler». Queste le considerazioni sulla Vanoni artista. Ma cosa dire della donna? «Non l’ho mai conosciuta, ma alcuni anni fa mi colpì una sua intervista televisiva in cui la Vanoni si è messa in gioco raccontando di un suo momento difficile. Allora si parlava poco di depressione: lei aveva sofferto ma ne era uscita e voleva dire alle altre donne che di quel male si poteva guarire».

Giocoso il commento di Michele Serrano: «quando l’ho incontrata non parlava con nessuno e appariva un pelino snob. D’altra parte viene da una Milano snob. E poi tutti quei ritocchi dal chirurgo estetico… trovo che su altre abbiamo avuto effetti migliori», scherza Michele, che però aggiunge: «la Vanoni è una donna che sa il fatto suo. Chi ha lavorato con lei ne ammira l’estrema professionalità. E per la serie “facciamoci del male”, una delle canzoni che preferisco è L’appuntamento, in bilico fra allegria e tristezza».

Cesare Viel è un grande estimatore di Ornella Vanoni, che definisce «una grande donna. Non la conosco personalmente, ma dal punto di vista artistico ha un talento naturalmente raffinato. La sua voce sensualissima è istintiva, viene dalla pancia ma anche dal cervello. Ho cominciato a seguirla nei primi anni ’70, quando ero ragazzino e la tv era in bianco e nero. Da subito mi ha folgorato la sua presenza televisiva: era un’attraente androgina. Come attrice invece l’ho seguita meno: la Vanoni è un “animale da musica”».

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