Concerti Genova Venerdì 11 gennaio 2008

Una serata con Gian Maria Testa

Genova - Non capita tutti i giorni di farsi una chiacchierata tra amici, nella quale si passa dalla musica alla poesia, dall’emigrazione alla TAV, dai ricordi di un lontano passato a dolorosi fatti di cronaca recente. Succede giovedì 10 gennaio alla Fnac di Via Venti Settembre. Succede per merito di Gian Maria Testa.

L’ex capostazione cunese, un tempo più noto in Francia che nel nostro Paese, giunge a Genova per presentare il suo Dvd, tratto da uno spettacolo dedicato alle canzoni del mitico Fred Buscaglione e nato dalla collaborazione con , e la Banda Osiris. Ma questo non è che il pretesto per un incontro particolarmente vivace col suo affezionato pubblico, che lo segue da anni in città, come dimostra anche il grande successo del concerto tenuto nell’ottobre del 2006 al Teatro Modena.

Durante la serata, si alternano canzoni tratte dai suoi ormai numerosi album, ed una lunga chiacchierata in cui il cantautore ripercorre la sua vita e la carriera, fin dai tempi in cui ebbe i suoi primi contatti con la musica popolare e con la canzone d’autore. In particolare, con Fabrizio De André, a cui Testa riconosce il merito di avergli aperto un orizzonte musicale completamente nuovo: di avergli cioè fatto apprendere che era possibile, grazie alle canzoni, raccontare delle storie di vita vissuta. Testa confessa di aver in mente di pubblicare un omaggio al cantautore genovese, ritenuto, insieme a Georges Brassens e Leonard Cohen, l’unico in grado di utilizzare sempre nelle sue canzoni «le parole giuste al momento e al posto giusto».

Tra un bicchiere di bianco e l’altro, si passa quindi a parlare delle sue prime composizioni e dei suoi esordi, prima in Italia al Festival di Recanati, e poi soprattutto in Francia con i suoi primi successi che lo videro trionfare all’Olympia di Parigi ed in molti altri grandi teatri europei, cantando sempre rigorosamente in Italiano, con un pubblico smanioso di sentire le sue canzoni pur non comprendendone una parola.

Successivamente, su invito del pubblico, ci si sposta su argomenti letterari: dalla collaborazione con Erri De Luca, alla passione per i Noir del Marsigliese Jean-Claude Izzo, e per i suoi conterranei Beppe Fenoglio e Cesare Pavese. Si sfiorano poi argomenti filosofici come la preziosità del tempo e temi di cronaca delicati come la TAV in Valle Susa, contro cui egli si è apertamente schierato, il massacro degli operai della Thyssen-Krupp a Torino, l’emigrazione, argomento a lui molto caro, tanto da avergli dedicato il Concept Album Da questa parte del mare al quale è stata assegnata la Targa Tenco come miglior disco dello scorso anno. In questo lavoro mette a nudo le contraddizioni degli italiani, da sempre popolo di emigranti, ora diventati intolleranti con gli immigrati che vivono nel nostro Paese.

La chiacchierata è qua e là interrotta dalle numerose domande del pubblico che si lancia anche in alcune richieste musicali: si va dalle classiche Gli Amanti di Roma, Una lucciola d’agosto e Biancaluna, a Sally di Cohen nella versione tradotta in Italiano da De André, sino all’originalissima Maria Gioana, antica canzone popolare piemontese che è una sorta di testamento di un’ubriacona che immagina il suo funerale.
Tra una battuta e l’altra, si trascorre una piacevolissima ora e mezza e, quando Testa fa capire con un inequivocabile Anduma a mangé!, che lo spettacolo è finito non ci si rende conto che in effetti è giunta l’ora di cena.
Per dirla con te, caro Gian Maria, Arvedse!. Speriamo di rivederci presto, magari per cantare insieme sulle note di un nuovo album dedicato alla memoria del mitico Faber, di cui proprio in questi giorni ricorre l’anniversario della morte.

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