Genova Giovedì 10 gennaio 2008

Chiude la Panteka: sale la saudade

Il nostro articolo sulla ha innescato un dibattito sulla mancanza di spazi dedicati alla musica a Genova.
Abbiamo proposto , che lamentava l'assenza di locali dedicati ai giovani musicisti e la risposta di un addetto ai lavori, , musicista, fondatore dell'etichetta discografica indipendente Marsiglia Records e della fanzine .
È arrivata poi l'invettiva di , cantautore genovese molto conosciuto anche fuori e all'estero. Nel 2004 ha vinto il Premio della Critica al Festival di Recanati.

Oggi vi proponiamo l'intervento di un lettore, Roberto Caneva, che non è un addetto ai lavori, e nemmeno un appassionato di musica. La sua è la visione di chi vede svanire sempre più a Genova i luoghi in cui passare serate: «un po' carbonare, in cui si respiravano passione, amicizia, sincerità, voglia di stare insieme».

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Genova - Ricordo bene la Panteka. Insieme al Bulldog di Serra Riccò e all'Albatros di Bolzaneto (aggiungiamo alla lista?) era una delle mete serali dei miei vent'anni, che non sono mica tanto tempo fa visto che oggi ne ho 31.
Alcuni detestavano questo locale un po' defilato e piacevolmente fuorimoda. Io invece lo amavo. Si stava bene, c'era un'atmosfera familiare e secondo me in quegli anni facevano pure un buon mojito e degli ottimi panini.

Poi c'era la musica. Mai avuta, purtroppo, questa passione. Anzi, direi che dei concerti in sé mi fregava poco o nulla, ma amavo lo stesso frequentare con gli amici queste serate un po' carbonare, in cui si respiravano passione, amicizia, sincerità, voglia di stare insieme. La musica unisce anche chi non sa leggere uno spartito. Diciamo che è democratica?

Qualche anno dopo è definitivamente esplosa la movida di Piazza delle Erbe e dintorni, purtroppo era inevitabile che un locale vicino a Principe ne soffrisse. Ma credo che la colpa risieda, in realtà, nel non aver saputo davvero risanare anche le zone del Carmine e di Prè, nel non aver nemmeno cercato di ricreare un vero tessuto sociale in queste zone bellissime. Non raccontatemi che è stata recuperata Santa Brigida, il recupero di una piazza non può durare 20 anni partendo dallo sradicamento dei residenti.

Sirianni ha ragione, io ho solo 31 anni ma anno dopo anno vedo scomparire certi profumi, certi colori, certe atmosfere, certi ricordi, certi suoni che ho fatto a tempo a cogliere dall'adolescenza in avanti. Non so cosa potranno sapere e ricordare di Genova i ragazzi che oggi hanno 15 anni, già io sono riuscito a conoscere poco e ricorderò purtroppo solo scampoli e ritagli, colorati come i disegni di Luzzati.
Saluti, con un po' di saudade.

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