Concerti Genova Giovedì 13 dicembre 2007

Una precaria al concerto dei Subsonica

Genova - Ebbene sì, a volte capita anche ai precari di scialare. Saranno le festività incombenti, con tutto quello scintillio di merci e di pacchetti, sarà una lungimiranza davvero notevole che mi ha spinta ad incauti acquisti proprio a ridosso della scadenza del contratto. Fatto sta che questa volta la spesa è stata notevole: numero due biglietti per il concerto dei Subsonica, sabato 8, al Vaillant Palace.

Per un mesetto buono niente libri, basta focacce all’ora di pranzo, evviva l’ottimismo. Per i Subsonica si può fare, non foss’altro che per sentire dal vivo uno dei ritornelli più potenti degli ultimi anni: perso non più contatto più niente, se tutto cambia in un istante / in guardia e costantemente, fuori controllo / perso non più certezze più niente, il vuoto accorcia le distanze / in fuga e costantemente, pronto allo scontro (L’errore, non vi ricorda niente, cari precari?).
Ci si presenta all’appuntamento in tenuta termica, io e il moroso, ché la serata è assai rigida e a Genova si sa che ci si sposta in moto, e subito si finisce a farsi ansimare sulle caviglie da un paio di cagnoloni antidroga. I finanzieri che li strascicano in giro non hanno espressioni molto felici, sia che non abbiano voglia di essere in servizio il sabato sera, sia che prevedano grane. Pochi minuti dopo il nostro passaggio sarà la seconda opzione a rivelarsi quella giusta, materializzandosi in un magnifico don Gallo, in gran forma e desideroso di strigliare qualche tutore delle forze dell’ordine.

Noi per fortuna abbiamo un’età in cui le canne al concerto non fanno più trasgressione, tanto più che poi viene fame e si finisce a spendere una cifra equivalente a quella del biglietto dal porchettaro all’uscita. Ci rendiamo altresì conto, in ritardo, che abbiamo anche un’età in cui si dimenticano troppe cose importanti, ad esempio che nei palasport fa sempre un caldo bestiale, e che sarebbe stato meglio abbigliarsi a strati. Il concerto comincia in acustico, con la versione unplugged di ‘Tutti i miei sbagli’. Il pubblico è quello che i veri giornalisti amano definire ‘delle grandi occasioni’: giovani, meno giovani, gruppi di amici, coppie. Mancano solo i bambini, e meno male, dato che di lì a poco ci verrà riversata addosso una quantità di decibel inenarrabile.

Brani del nuovo album, L’eclissi, si alternano a pezzi meno recenti in una successione serrata, immersi in uno spettacolo di luci travolgente. Buio totale, fulmini elettrici, il gruppo immerso in fiamme sintetiche, disposto in una linea severa, di grande effetto.
Sono bravi, i Subsonica, davvero. Difficile descrivere a chi non c’era l’intensità raggiunta durante l’esecuzione di Canenero, raggelante brano per niente banale sulla violenza contro i bambini, o la danza liberatoria sulle note di Liberi tutti, introdotta proprio da don Gallo.
La recensione migliore la si sente all’uscita, per voce di un tizio mezzo assordato come tutti noi che barcolla verso la moto e sbraita un: belìn, venti euri spesi bene. Non si può che essere d’accordo.

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