Concerti Genova Venerdì 9 novembre 2007

Alfred Brendel al Carlo Felice

Genova - Dopo i calorosi successi dei primi concerti della stagione, la si prepara a un paio di "botti" che meritano un’attenzione particolare. Faranno, musicalmente parlando, più luce dei normali fuochi artificiali e creeranno anche molto, molto più trambusto – ma dentro ogni ascoltatore. Andiamo con ordine.
L’ultima volta che venne a Genova, diversi anni fa, aveva interrotto la propria esecuzione in seguito alle incomprensibili parole pronunciate da un signore che parlava nel sonno in quarta fila di platea, giurando di non fare mai più ritorno nella nostra città. Per fortuna, il tempo è galantuomo e Alfred Brendel, uno dei più straordinari intellettuali dei nostri tempi, lunedì prossimo al Carlo Felice ci ritorna.

Intellettuale, dicevamo: eh già, perché anche se di professione fa il pianista (una carriera lunghissima, costellata di premi e di successi planetari, con le più grandi orchestre del mondo), Brendel è un uomo di profondissimo pensiero e cultura; i suoi libri sulla musica, sull’arte, sulla filosofia, sono tra l’altro anche tradotti in italiano, venendo a costituire davvero un unicum nel panorama musicale di oggi, almeno tra i classici. È come se fare musica non gli bastasse e avesse un bisogno irrefrenabile di parlare con ciascuno spettatore, e raccontargli tante storie affascinanti. Ma per cominciare, visto che siamo su internet, per conoscere il personaggio vi consigliamo di cliccare www.alfredbrendel.com e vedrete che la curiosità non potrà non convincervi a fare un salto a teatro, lunedì sera, ore 21.00.
In programma brani di straordinaria purezza, che non necessitano – potete crederci! – di alcuna preparazione per lo spettatore: musica del tutto priva di "sovrastrutture", una musica amica, che raggiunge il cuore, e in pratica aspetta soltanto che qualche pianista di passaggio abbia voglia di restituirla al pubblico più vasto. La musica classica in fondo è anche e soprattutto questo: l’incontro, il dialogo, lo scambio di idee, di pensiero, tra l’autore e l’esecutore, e infine il pubblico. Insomma, un confronto di "masse", di materiale umano, che assume un particolare significato proprio quando ci sono artisti del calibro di Brendel che “filtrano” per noi i più grandi capolavori della musica colta occidentale.
È allora che anche il meno “preparato”, quello capitato a teatro per caso, si rende conto che sta assistendo a qualcosa che lo colpisce di getto, al cuore appunto, o se preferite, solleticandogli l’istinto, e sgombrandogli per un istante la mente. Ecco perché vi invitiamo nel più caloroso dei modi a non perdere questa serata, e a lasciarvi cullare, ad esempio, dalle onde della Sonata op. 110 di Beethoven, la penultima delle sue sonate per pianoforte, che tanto fa pensare a Kant, al silenzio del suo cielo stellato. E poi ancora la severità ironica di Haydn, una rarissima sonata in do minore di Mozart, e un paio di improvvisi di Franz Schubert.

Se non vi basta, sappiate che Brendel la mattina di martedì, prima di prendere l’aereo, leggerà alcune sue poesie nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Speriamo che nessuno lo faccia arrabbiare lunedì sera, magari un bel caffè prima di entrare in sala potrebbe essere un’ottima idea – per quei pochi, s’intende, che preferiranno una scomoda dormita a un’eccitante serata. Piccola postilla: il prossimo “botto” alla prossima puntata.

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