Concerti Genova Sabato 15 settembre 2007

Africa Unite a Genova: non solo reggae

Genova - Gli Africa Unite hanno suonato martedì 11 settembre alla e, come accade quasi sempre con loro, è stato un gran bel concerto. Lungo (oltre due ore), appassionato, e ricco delle tante "anime" della band reggae più famosa d’Italia: da quella sorta di reggae tricolore che è un po’ il loro marchio di fabbrica, alle cover di Marley, dalla techno sparata da Madasky al dub che allunga e diluisce i pezzi incisi su disco, portando pubblico e musicisti in terre di mistero e di movimenti lenti.
Una bella festa che sembrava non finire mai, alternando un’atmosfera all’altra, con Bunna, - dreadlocks ormai lunghi da inciamparci – che conduceva le danze, incitando e saltando, dispensando con generosità quella che è senz’altro la più bella intonazione giamaicana d’Italia e dando vita anche a un duetto con Bob Quadrelli dei Sensasciou, ospite sul palco.

Pezzi vecchi (Ruggine, Sotto pressione, Scegli, Il partigiano Johnny) e più recenti (Amantide, In Nomine, Il segreto del numero scomparso), la cover di Baby Jane, e quella spettacolare di Concrete Jungle, frammenti dal nuovo disco "4 riddims 4 unity" che è una rielaborazione fatta da giovani musicisti reggae italiani di alcuni pezzi del loro ultimo cd "Controlli". Il tutto animato da una band che è una giostra di ritmi, elettronica, ed emozioni in grado di entusiasmare, far cantare e saltare qualunque pubblico. Come è puntualmente avvenuto con le centinaia di presenti al Palasport.
Avrò visto gli Africa Unite dal vivo una decina di volte e, da un po’ di tempo a questa parte, prima di ogni concerto mi pongo sempre il problema di trovarmi clamorosamente "fuori quota" rispetto all’età media degli spettatori. Dato che gli Africa sembrano aver conquistato un certo seguito nella fascia giovanile di appassionati, pur essendo loro stessi non di primo pelo, il rischio per me è di dover fingere di avere accompagnato al concerto i figli. Eppure puntualmente, oltre a constatare che di fuori quota ce ne sono parecchi, il concerto mi diverte e mi coinvolge. E continuo anche a comprare i loro cd.

Ho tentato un’analisi del perché e sono arrivato alle seguenti conclusioni: sono molto bravi musicalmente e soprattutto hanno inventato una formula per spezzare la ripetitività del reggae, dando vita ad un repertorio multiforme: canta Bunna e sembra di sentire un Marley italiano, altri pezzi sono rock industriale, Mada si esibisce spesso in caustici rap a sfondo elettronico, fanno cover che spaziano da Rod Steward ai Talking Heads, a fine concerto parte un dj set, e così via. Tanto che la definizione di gruppo reggae mi pare un po' limitante e mi sentirei di raccomandarli anche a chi non segue strettamente il genere.
Poi sono generosi e simpatici. Credono veramente in quello che suonano e cantano e l’impegno anche extra musicale in cause importanti, come l’abolizione della pena di morte, ne è testimonianza. Ma nella simpatia rientra anche l’aspetto che hanno scelto i due leader e a cui sono rimasti fedeli da quasi venti anni (People pie con il vecchio nome di Africa United è del 1991).
Non si possono descrivere, bisogna vederli e sentirli dal vivo. Ho deciso: sono i più bravi e buffi in circolazione.

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