'Arthur': per l'arte di tutti - Genova

'Arthur': per l'arte di tutti

Mostre e musei Genova Associazione Culturale Arthur Mercoledì 12 settembre 2007

Genova - Quando mi avvicino all'ingresso noto una donna che, naso appiccicato alla vetrina, sussurra fra sè e sè con uno spiccato accento romano: «Maronna, ma sono tutti pezzi di computer...». Molti di voi, bazzicatori delle Erbe e dintorni, avranno già capito di cosa sto parlando: in Salita del Prione, infatti, c'è una vetrina che avrà incuriosito non poca gente.
Al suo interno sono esposte delle opere a dir poco originali: paesaggi e skylines di Genova letteralmente "costruiti" con rifiuti elettronici, ossia componenti di vecchi computer (plastica principalmente, ma anche hard disk, chips, microchips, e chi più ne ha, più ne metta).
Varco la soglia e, quasi, ripeto l'esclamazione di stupore udita qualche secondo prima («Maronna!»): mi trovo circondato da componenti informatici minuziosamente disposti e mi pare addirittura di riconoscere qualche scorcio panoramico. Poi mi addentro in un largo corridoio: lo stile dei quadri appesi alle pareti è totalmente diverso dai primi, e mi sento come avvolto da ondate di colore. Infine, entro in un'ampia sala dove trovo ancora diversi dipinti e scorgo un angolo completamente dedicato alla lettura: una libreria che contiene volumi di ogni tipo, dal romanzo di Agatha Christie, a due tomi su Cristoforo Colombo.

È a questo punto che mi accoglie Davide Musante, pronto a placare la mia curiosità. Il locale in cui sono entrato è l'Associazione Culturale Arthur: «L'Associazione di cui sono Presidente è nata cinque anni fa» mi dice, «ma prima avevamo sede in via Cesarea. Ci siamo sistemati qui da quasi tre anni».
E prosegue narrandomi la sua storia: «Tutto è iniziato da un grupo di amanti del libro: Arthur è nata come punto d'incontro per bibliofili e collezionisti, e solo in un secondo momento abbiamo aperto anche all'arte».
Sono molti i progetti in cantiere: «Ad ottobre inaugureremo la nuova stagione» mi rivela Davide di seguito, e mi elenca una serie di idee interessanti. Innanzitutto quella di aprire la galleria a tutti: «Fino ad ora abbiamo esposto opere di pochi artisti: Mauro Martini (sono suoi gli skylines genovesi ricavati dai computer), Giorgio Fracassi, Luciano Musante ed Eleonora Cuccolo, principalmente. Da ottobre, invece, abbiamo deciso di dare a chiunque la possibilità di esporre le proprie opere d'arte: studenti, dilettanti, nomi più o meno noti, insomma».

Inoltre, c'è l'idea di allestire un laboratorio polifunzionale, con banchi-lavoro: «un posto dove tutti possano venire a dipingere e a creare arte, ma per questo aspettiamo il via libera del Comune».
Un progetto attuabile in minor tempo è invece quello di attivare dei corsi di fotografia, pittura e ceramica: «Alcuni di noi dell'Associazione sono insegnanti, o fotografi, e si presterebbero volentieri a questo tipo di iniziativa».
Per chi volesse iscriversi all'Associazione, la quota da versare "potrebbe essere" intorno ai 10 Eu al mese, e comprenderebbe, oltre alla possibilità di esporre, anche la partecipazioni a incontri, aperitivi ed eventuali laboratori. Per chi, invece, desiderasse esporre le proprie opere il costo si aggira sui 10 Eu. «Ma si tratta di prezzi simbolici e flessibili» garantisce Davide, «anzi, un'idea che potremmo prendere in considerazione è quella, nei primi tempi, di lasciare esporre liberamente chiunque lo voglia».
Per chi, invece, volesse vedere le opere esposte nei locali dell'Associazione Arthur, l'entrata è libera: a partire da ottobre, sarà aperta dalla tarda mattinata fino a sera: «Giovedì, venerdì e sabato, anche fino a mezzanotte» precisa Davide.

L'impressione è quindi che Arthur sia ormai una galleria a tutti gli effetti. E qui mi corregge Davide: «Sì, è vero che ultimamente ci siamo dedicati all'arte, ma l'oggetto libro rimane un orientamento molto importante. Io mi sono sempre occupato di libri, e non vorrei abbandonare questa passione». E a tal proposito, pensa a un'iniziativa piuttosto originale: «Potremmo lasciare fuori dal locale una cesta piena di libri, in modo che, chi vuole, possa prenderne uno, così. Oppure fare a cambio: se c'è qualche titolo che gli interessa può tenerlo, lasciando un altro libro nella cesta».

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