Concerti Genova Martedì 11 settembre 2007

BWR: da via del Campo al mondo

Forse tutti non sanno che... Genova vanta una delle label "alternative" più agguerrite nel panorama nazionale, la cui popolarità – benché di nicchia – è ben nota anche fuori dai confini. Stiamo parlando della Black Widow Records, creatura di Massimo Gasperini, Alberto Santamaria e Pino Pintabona. Nata negli anni Novanta, la casa discografica è specializzata in produzioni legate a importanti generi della cultura rock (hard rock con tutte le varianti heavy del caso, progressive, psichedelia, acid folk, dark, gothic, etc.).
Se, poi, passiamo dall’etichetta al negozio, una volta entrati nel punto vendita di via del Campo, non si può che rimanere affascinati dall’imponente mole di vinili e cd "strani" dalle vibranti e vivaci copertine. C’è aria di vintage, ma non di nostalgia; anzi, permane la convinzione che il rock, per essere "nuovo", debba paradossalmente guardare al passato, perché là – nei 60's e nei 70's – si trova la sorgente e il nocciolo della creatività. Non a caso, c’è una fedeltà a quel "protocollo" per cui la musica, per esistere, ha bisogno del Long Play, sì, il disco a 33 giri di vinile nero, così ogni release dei nostri prevede la duplice stampa (CD e LP). Il catalogo annovera collaborazioni di livello (High Tide, Jacula, gli stessi Black Widow, i Delirium del nuovo millennio), ristampe storiche (il primo dei Black Widow, Nova Solis dei Morgan) e una scuderia di band, alcune delle quali attive da oltre un decennio (Standarte, Abiogenesi, Il Segno del Comando, Goad, Presence, Universal Totem Orchestra).
Dal lauto carniere, selezioniamo due significativi lavori: Love Hate Round Trip degli Areknames e Witchflower degli Wicked Minds.

Gli Areknames vengono da Pescara e annoverano in formazione un figlio d’arte, tal Michele Epifani, figlio di Leonardo, tastierista delle jazzrock band Diapason e Preghiera di Sasso. Buon sangue non mente, tanto che Epifani junior recupera gran parte dell’armamentario paterno e, con cura archeologica, lo rivitalizza in fatto di sonorità analogiche. Nasce la band – il nome tratto da una canzone di Battiato – e nel 2003 l’ottima opera prima omonima, prodotta dalla BWR. Nel 2006 il bis con Love Hate Round Trip, salto di qualità che consente alla band di teletrasportarsi nella varietà dei generi. L’impostazione dark delle canzoni e la grana vocale hammiliana di Epifani rimandano ai Van Der Graaf Generator, su un portato ritmico e timbrico "duro" con filiazioni verso il doom metal e il grunge (Soundgarden e Pearl Jam).
La predilezione per momenti strumentali - giocati su atmosfere di organo, mellotron e moog – espandono le composizioni, rimarcando il forte debito con disparati settori "progressivi" (Soft Machine, Magma, Mahavishnu Orchestra, ma anche gli italiani Area, Rovescio della Medaglia, Balletto di Bronzo, Museo Rosenbach e Ibis).

Con i piacentini Wicked Minds ci addentriamo in un settore espressivo ben più rock e, se vogliamo, meno imprevedibile, rispetto a quello degli Areknames. Per intenderci, un solido ensemble alla Deep Purple (ai quali dedicano Soldier of Fortune), che, con Witchflower, nel 2005, arriva anch’esso alla seconda prova e sempre con la BWR (il primo CD del 2004 si intitolava From the Purple Skies). A conferma del consistente seguito, la confezione in jewel case contiene anche il DVD con la videoclip di Through My Love e parte dei concerti tenutisi al Tendenze Festival di Piacenza e allo Spirit of ’66 di Verviers, in Belgio. L’ispirazione dei Wicked Minds si muove dagli insegnamenti della scuola hard rock britannica (Uriah Heep, Nazareth, Rainbow), ma non disdegna ascendenze prog più o meno manifeste (Atomic Rooster, Emerson Lake & Palmer, Kansas, Jethro Tull e, per l’Italia, Orme, Procession, Flea, Delirium e Nuova Idea).
Compatti, forti, granitici e coinvolgenti dal vivo, i Wicked Minds hanno il pregio di sapere fondere la spontanea istintività del rock anni Settanta con un affiatamento collettivo, che non esclude scrupoli e dettagli di natura più tecnica.

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