Visita nei meandri di Palazzo Ducale - Genova

Visita nei meandri di Palazzo Ducale

Mostre e musei Genova Giovedì 9 agosto 2007

Genova - C'è da scommettere che molti genovesi non abbiano la più pallida idea di quello che è stato Palazzo Ducale nei secoli: fino al 31 agosto 2007, tuttavia, c'è la possibilità di colmare questa grave lacuna. Alla scoperta del Palazzo dei Dogi è il nome dell'iniziativa con cui uno dei più importanti edifici di Genova si offre ai suoi visitatori: è possibile visitare le sale principali, la cappella del Doge e le carceri storiche, salendo fino alla Torre Grimaldina. Il Palazzo è visitabile da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00. In più, alle 11.00 c'è anche l'opportunità di approfittare di una approfondita visita guidata della durata di un'ora. Noi ve la raccontiamo.

La visita ha inizio con il Salone del Maggiore Consiglio, un tempo sede del trono dei Dogi (e, più recentemente, delle ), e prosegue con l'adiacente Salone del Minore Consiglio, che veniva utilizzato nella stagione estiva perché esposto a sud e, dunque, più fresco. Proprio quest'ultima stanza, nel 1769, fu sede di un avvenimento che ha condizionato la storia mondiale, cioè la vendita della Corsica ai francesi (l'anno successivo, ad Ajaccio, nacque Napoleone Bonaparte: e chissà che cosa sarebbe successo se fosse nato italiano...).
La visita procede con la Cappella Dogale, una delle poche parti dell'edificio scampate all'incendio del 1777, e, dunque, in tutto e per tutto originale. Non è invece possibile addentrarsi negli appartamenti privati del Doge, che al momento sono chiusi per l'allestimento di una mostra su Giuseppe Garibaldi.

La visita guidata non è solo un viaggio tra le mura di Palazzo Ducale, ma anche nella storia di Genova: si apprenderà che il gioco del Lotto ha le sue origini più remote nelle scommesse fatte dai genovesi sull'elezione del Doge; si scoprirà che l'imponente facciata neoclassica che dà su piazza Matteotti è stata edificata per rimediare a un errore di progettazione della volta del Salone del Maggiore Consiglio, che altrimenti avrebbe ceduto; si passerà dalla potenza della Repubblica di Genova (che fu addirittura battezzata "la strozzina d'Europa") al suo declino, quando, per ostentare un'illusoria grandezza, furono costruite grandi opere, usando però dei materiali di scarto; si scopriranno aneddoti e curiosità, come quello dello scrittore inglese che, per testimoniare quanto fossero "movimentate" le poche feste che si svolgevano al Ducale, affermò: «piuttosto che portare mia moglie a una di quelle feste, la lascio in un bordello».

Ma la visita non finisce qui. Dalle sale più sfarzose, infatti, si passa direttamente alle carceri storiche, dove per secoli sono stati rinchiusi i prigionieri politici e nobili colpevoli di un qualche reato (e ciò spiega il motivo delle dimensioni ridotte delle porte: così i nobili, per passarvi, erano costretti ad inchinarsi come atto di umiliazione). Anche nel Novecento, quando Palazzo Ducale era la sede del Tribunale di Genova, queste stanze erano usate come carceri di passaggio per chi era in attesa di un processo.
Si tratta di celle buie e claustrofobiche nelle quali, tra gli altri, "soggiornarono" il pittore fiammingo conosciuto come Il Tempesta, il mazziniano Jacopo Ruffini (che tra queste mura fu addirittura ucciso), Niccolò Paganini (che aveva importunato una ragazza) e, forse, per qualche giorno, Giuseppe Garibaldi.

La visita termina con la salita alla Torre Grimaldina, il punto più alto delle prigioni, che risale al primo nucleo di Palazzo Ducale e dal quale si può godere di un magnifica vista sulla città. Al suo interno si trova la cosiddetta cella degli artisti, chiamata così per i numerosi disegni che, nel corso degli anni, i carcerati hanno abbozzato sulle pareti: il segno più evidente del passare del tempo, due schizzi dipinti su diversi stradi di intonaco, un antico vascello e un battello a vapore. Due navi, a simboleggiare, neanche a dirlo, un sogno di libertà.

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