Concerti Genova Giovedì 26 luglio 2007

Neffa a Genova per i 13 anni di carriera

Altre foto

Genova - Ci sono artisti che fanno sembrare semplici cose che in realtà tali non sono.
Credo che sia uno di questi: riuscire a proporre ai gggiovani un brano retro come Passione ed avere pure un importante riscontro (Nastro d'Argento 2007 come miglior componimento originale, tra i riconoscimenti acquisiti) non è da tutti.
Giovanni Francesco Pellino è un buon creatore di brani che, strizzando l’occhio alle sonorità d’oltreoceano, affonda a piene mani nel repertorio melodico della tradizione italiana. E se ne fa giustamente un vanto, erede di quell’eclettismo che ha reso grandi pochi.
Sarà una mia impressione, pensatela come volete, ma secondo me tra lui e Celentano, per esempio, ci sono molte somiglianze. Labbroni a parte.

Neffa ha cantato all’Arena del Mare di Genova, mercoledì 25 luglio, nell’ambito di un tour che celebra i suoi tredici anni di carriera, spalleggiato da una nutrita band tecnicamente molto valida.
Maglietta bianca sdrucita, jeans sformati ed infradito minimali, la fama di compagnone cui solitamente lo si associa è confermata: da subito, dialoga col pubblico, ammicca alle tipe in prima fila, fuma tranquillamente prima di iniziare a cantare, scherza con i musicisti, beve vino rosso da un calice come se nulla fosse, distribuendo sorrisi sornioni e frizzi e lazzi in simpatia.
«Non parlate al conducente», esclama ironico, quando dalla platea iniziano a fioccare richieste legate al suo passato posse.
Tanta luce, Lady, Quando finisce così, Venere, Alla fine della notte: swing, funky, suoni latini e melodia italiota si fondono con naturalezza, inducendo a shakerare i deretani o a lasciarsi cullare da note languide che ben si adatterebbero a raffinati night clubs d’altri tempi.

«Come avrete notato, dedico gran parte delle canzoni alle donne», intercala. «Ho scoperto questo gran mondo, l’universo femminile, rendendomi conto che le donne, come dire, ne sanno». E dalla folla si leva un: «Sei proprio un poeta!». Lui sorride, gli piace parlare con la gente, beve alla nostra salute, stringe la distanza fra il palco e la platea.
Accenna alla strana esperienza sanremese del 2005: «Il Festival non riguarda esattamente la musica. I giornalisti vengono buttati lì a caso. L’unica cosa che sono riusciti a chiedermi più volte è stata: Come mai la tua canzone è così corta?. Dico io: non è la lunghezza che conta. Ma come la si usa»: e, così, Ore piccole, nella sua brevità, diventa una sorta di manifesto anticonformista.

Alla fermata, Il mondo nuovo, Come mai, Sano e salvo, Mistiche vibre, caricano in crescendo gli astanti, fino a quel gioiellino che è Aspettando il sole, elegantemente accennata con tanto di flauto traverso, alla nazional-popolare La mia signorina e a quel piccolo inno alla gioia che è Cambierà.
Ben due cover: Here comes the sun firmata George Harrison e What a wonderful world del mitico Satchmo. «Lui era paffuto e nero, io macilento e bianco. Lui aveva un gran bel vocione, ed io solo un vocino. Ma quando c’è il cuore… esso dice ciò che la voce non puote. Ed io lo metto proprio qui», dice, indicando il microfono.
Non avrà un’ugola d’oro, il buon Giovanni, ma ha presenza e sa giocare bene con i limiti delle sue corde vocali. E poi ha quel fascino trasandato che alle donne, così ben celebrate dalle sue canzoni, non può passare del tutto inosservato.

Doppio bis, con una Prima di andare via ripetuta giusto per esaltare le qualità dei musicisti. Sul palco piovono magliette, pennarelli, una spilla del ed un paio di cd. Guardo nella mia borsa, ma – a parte una pinza per i capelli - non trovo nulla di utile, mannaggia. Il reggiseno è meglio lasciarlo al suo posto.
«Grazie raga», si congeda. «Vi abbiamo sentiti un casino, davvero».
Da andarci a prendere una pizza da Tristano e Isotta, davvero.

Potrebbe interessarti anche: , Paganini Genova Festival 2018: il programma completo tra concerti ed eventi , Da Cornigliano il gruppo Braccio 16100: Genova scopre la musica trap , La Voce e il Tempo: Cantar di flauti, un singolare concerto con il giapponese Atsufumi Ujiie e il casertano Alessandro De Carolis , Gog, la stagione 2018/2019 della Giovine Orchestra Genovese: programma e concerti , Festival del Mediterraneo 2018: suoni, ritmi e voci provenienti dall’Italia e dal mondo a Genova

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Pupazzi senza gloria Di Brian Henson Azione, Commedia, Crimine U.S.A., 2018 Guarda la scheda del film