Concerti Genova Mercoledì 4 aprile 2007

PFM a teatro: un affresco in movimento

Genova - Martedì 3 aprile a Genova è tornata la : ad ospitarla un gremito Teatro Carlo Felice, curioso e disposto a lasciarsi attrarre dai suoi Stati di immaginazione. Così si intitola l’ultimo lavoro della band: un contributo unico e di alto valore per la discografia italiana. Otto brani strumentali che raccontano, ognuno, una storia da ascoltare ma soprattutto da vedere. Si passa da Venezia ad Amsterdam, da Archimede a Leonardo, dai Pigmei alle comiche di inizio Novecento, a scenari futuribili alla Blade Runner (Cyber Alpha). La "ci suona sopra", come il duo Prokof’ev-Eisenstein insegna (e comanda): la partitura interagisce simbioticamente con la pellicola, ne riceve gli input e li metabolizza sottoforma di tessuti armonico-ritmici di cangianti tonalità. Il montaggio registico di Iaia De Capitani sembra contenere in sé già i presupposti di quanto la band può esprimere, sollecitata e solleticata da simile apparato multimediale. In teatro la resa è maestosa, pur senza essere invadente o invasiva: mai come in questo stato il pubblico è veramente spettatore. Un suggestivo affresco sonoro in perenne movimento.

Gli Stati d’immaginazione scorrono bene, anche perché inframmezzati da una serie di evergreen che ogni pellegrino si attende appena giunto al santuario. Folgorante l’apertura del concerto con L’isola di niente (mancava live da oltre 30 anni). Il passaggio obbligato agli anni Settanta ha regalato gemme del calibro di Out of the Roundabout, Harlequin, La luna nuova e La carrozza di Hans. Minima puntata al decennio successivo con Maestro della voce e Suonare suonare; immancabile l’omaggio a Fabrizio De André (Volta la carta e Il pescatore). Nel bis, chiusura classica sigillata da una seducente Impressioni di Settembre e dall’indiavolata È festa/Celebration. Da pelle d’oca, come sempre, il momento solista di Patrick Djivas: il bassista si è divertito a incastrare una pagina chitarristica di Jet Lag (Peninsula) in un ricordo del passato (Luglio Agosto Settembre nero degli Area, complesso dove militò prima della ) per poi decollare con il riff di Maestro della voce.

Band in vena: Di Cioccio instancabile tanto tra i tamburi, quanto sul fronte del boccascena; gemellare il rapporto ritmico con Djivas; Mussida si conferma quel grande chitarrista di sempre, capace di emozionare con un solo tocco di plettro. All’altezza della situazione, il giovane tastierista Gianluca Tagliavini (che dall’estate scorsa ha sostituito Flavio Premoli): fedele nelle timbriche, ma anche nel gesto sonoro, preciso, discreto, mai esagerato nonostante una tecnica degna del più consumato virtuoso. Pertinenti gli apporti al violino e tastiere di Alessandro Bonetti (che ha sostituito l’infortunato Lucio Fabbri) e di Piero Monterisi alla batteria.

Cosa vi siete persi, ragazzi...ma la dà un’altra occasione "ligure": appuntamento l’11 maggio a Varazze. In quell’occasione si canterà De André e con Dolcenera…

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