Concerti Genova Martedì 30 gennaio 2007

C'era una volta il rock

Genova - Il prog alla radio c’è e si sente. Dalla nascita dello storico programma di From Genesis to Revelation di Radio Popolare, sino a Il mondo di Tarkus di Radio Padania ed all’iniziativa relativamente recente di Radio Cantù (Prog Generator), l’ultima novità “on air” (ma soprattutto “on stream”) ci giunge da Paolo Carnelli, editor della rivista romana Wonderous Stories. L’appuntamento è su alle 21.00 del mercoledì. Come minimo valeva la pena di sentirlo, a microfono spento.

Come è nata l'idea di una trasmissione radio sul progressive?
«È un progetto a cui ho iniziato a lavorare diversi anni fa, principalmente perché volevo riproporre il momento dell'ascolto come modo per andare oltre la semplice critica musicale. L'idea, a ben vedere molto semplice, è quella di parlare di musica facendo ascoltare la musica. E quale mezzo migliore per farlo se non la radio? Purtroppo le cose si complicano non poco se la musica di cui parliamo è il progressive rock, genere tradizionalmente inviso alla programmazione radiofonica, sia per la lunghezza delle composizioni, sia perché ormai fuori moda. Da qui dunque un lungo peregrinare alla ricerca di un'emittente che credesse in questo progetto, che non chiedesse soldi o sponsor per mandare in onda il programma, o magari che lo confinasse in orari improbabili. Poi lo scorso autunno ho avuto la fortuna di entrare in contatto con i ragazzi di Radio Effetti Collaterali e finalmente la cosa si è concretizzata».

Come hai organizzato i contenuti?
«La prima decisione che ho preso è stata quella di fare una trasmissione che parlasse principalmente del presente e non del passato, perché fortunatamente in ambito prog ci sono ancora parecchie band molto interessanti. Ho pensato comunque di mantenere un legame con gli artisti storici dedicando l'apertura di ogni puntata a uno di loro, cosa che in queste prime due puntate è avvenuta con gli Yes e con i , e in questo modo fare un po' il punto sulla loro attività grazie al contributo esterno di personaggi esperto in materia, ospiti in studio o collegati telefonicamente. Per il resto ho pensato di privilegiare le nuove uscite discografiche e di far ascoltare materiale di artisti che hanno in programma concerti nel nostro paese, per invogliare gli ascoltatori ad andarli a vedere dal vivo. Completano il quadro lo spazio dedicato al prog giapponese (mio vecchio pallino) e quello dedicato alle ristampe».

Come sono stati, finora, i riscontri degli ascoltatori?
«Molto buoni, direi univocamente positivi».

Quali sono, secondo te, guardando alla diffusione del progressive, i pregi e i difetti di un programma radio via internet?
«Sicuramente un grande pregio è che una web radio può essere ascoltata ovunque nel mondo, e infatti non sono mancati i commenti da altri paesi europei, dall'America e dal Giappone. Il difetto principale è nella qualità dell'ascolto: lo streaming audio non ha un campionamento molto elevato, dunque non possiamo certo parlare di alta fedeltà sonora».

Tu sei l'editor della rivista Wonderous Stories, ma mi pare di capire che il tuo Progwaves vada ben oltre e si rivolga anche ad altre entità. La radio come punto d'incontro per riorganizzare la diffusione del progressive in Italia?
«In realtà WS in questi anni si è già adoperato come forza aggregatrice delle varie realtà che in Italia operano nell'ambito del rock progressivo. Per Progwaves vale la stessa filosofia di WS: la porta è sempre aperta a ogni contributo e collaborazione».

Che cosa ci farai ascoltare mercoledì prossimo (31 gennaio)?
In apertura parleremo di Van der Graaf Generator con il presidente del Ph & VdGG Study Group, Emilio Maestri. Cercheremo di capire insieme quali aspettative è lecito avere verso questo gruppo storico che, dopo la clamorosa reunion del 2005, in primavera si riproporrà live con una formazione in trio priva del sassofonista David Jackson. Poi ascolteremo un po' di novità italiane ed estere e avremo in particolare una piccola sorpresa che farà sicuramente felici gli amanti del Canterbury Rock».

E oltre, ovvero, sviluppi futuri?
«Stiamo lavorando alla realizzazione di veri e propri speciali monotematici, dedicati ai nuovi gruppi prog italiani. L'idea è quella di avere ospite in studio un gruppo che ha da poco realizzato un nuovo album: parlarci, far ascoltare delle tracce, sviscerare insieme qualche tematica, e poi, come ciliegina sulla torta, godersi un'esibizione unplugged registrata in trasmissione».

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