Concerti Genova Martedì 23 gennaio 2007

C'era una volta il rock

…e mi viene da pensare (Raccolta completa dei testi del Banco del Mutuo Soccorso) – Banco & Music Club (2006) La storia del progressive rock italiano è infarcita di luoghi comuni (da sfatare). Uno, tra i molti, riguarda i testi, o meglio, la cura dei testi. Sembrerebbe che i nostri musicisti di “casa” si siano dedicati maggiormente ai suoni che non alle parole e che queste ultime vagassero posticce intorno ad immaginari stereotipati (e di rigorosa importazione) retti da fate, elfi, creature maligne, etc.
Non sono di certo mancati i sostenitori di una simile linea, però, è anche vero che alcune band hanno avuto al loro interno componenti la cui attività è andata ben al di là del ruolo ascritto dai credit discografici. Mi riferisco al Banco del Mutuo Soccorso e al suo cantante Francesco Di Giacomo.

Non solo frontman dalle qualità vocali originali, Di Giacomo si è sempre distinto per essere uno scrittore di testi raffinati. Se i fratelli Nocenzi, per merito del loro suggestivo armamentario tastieristico, davano vita alle architetture musicali dalle complesse composizioni, Di Giacomo intagliava le liriche, modellando le parole su temi di sostanza. L’amore per la libertà (intesa nell’accezione umanisticamente più laica) corre sul filo di capolavori quali l’omonimo del ’72 (detto anche "Il Salvadanaio" per la forma della copertina), Darwin!, Io sono nato libero e Come in un’ultima cena. Di Giacomo filtra la propria sensibilità poetica attraverso stimoli classici: pensiamo al “falso” ariostesco nel prologo In volo del “salvadanaio” oppure ai titoli dell’album strumentale …di terra che, se letti escludendo i numeri di traccia, suonano come un breve idillio leopardiano. Le reference si dipanano da La Bibbia a Elio Vittorini o Hermann Melville.

Testi per canzoni ma dotate di un persistente afflato poetico, figlio di letture ben integratesi con quanto si vuole raccontare di sé come “uomo tra uomini” e del mondo. Si avverte il procedimento di “lima” e si intuisce che Di Giacomo “scrive”, non solo perché è il vocalist del Banco.
Oggi l’opera omnia dei testi è contenuta nel volume …e mi viene da pensare, edito (in maniera autogestita) dal Fan Club ufficiale del Banco. In poco più di 100 pagine, si possono leggere le strofe della loro intera discografia. Provare a farlo senza musica, regala qualche emozione particolare, proprio per quel sottile gioco di rifrazioni colte menzionato in precedenza. Completano il libro la prefazione di Franco Vassia (patron della rivista Nobody’s Land), la discografia (con una nota sulle rarità dell’esperto Augusto Croce di www.italianprog.com ), l’albero genealogico delle formazioni e una galleria di fotografie inedite.
Un pregevole canzoniere che non stona affatto in biblioteca e da avere con sé appena la puntina del giradischi affonda sui solchi di R.I.P. o de Il ragno, come se fosse il libretto di un melodramma.

Per info
www.bancodelmutuosoccorso.it
Il volume può essere richiesto via e-mail ()
340 5785237

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