Concerti Genova Martedì 9 gennaio 2007

C'era una volta il rock

Genova - Ne è passato di tempo, da quando i Beatles, nel 1967, cominciarono ad incidere insieme all’orchestra. Una tripletta rivoluzionaria, nella storia del rock: due 45 giri epocali (Strawberry Fields Forever e Penny Lane) e un capolavoro assoluto su LP (Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band). Fu l’inizio di un incontro fruttuoso, quello tra la musica popular e la classica. In una parola, fu l’inizio di una tendenza progressiva capace di sdoganare il repertorio leggero dalle semplificazioni canzonettistiche.
La strada fu seguita, con maggiore convinzione, dai Moody Blues (fondamentale Days of Future Passed sempre del ’67), dai Nice di Keith Emerson e dai Procol Harum di A Salty Dog (per non parlare, più tardi, dei Pink Floyd di Atom Heart Mother). Ai Deep Purple, però, il merito di avere coniato un modello, immortalato in Concert for Group and Orchestra (1969).

L’Italia non sta a guardare: il prototipo dei Deep Purple (corroborato da addittivi anglosassoni a base di Jethro Tull e vapori hendrixiani) si fonde con la tradizione barocca per il Concerto Grosso n. 1 dei New Trolls (1971). Il musicista Luis Bacalov, demiurgo dell’iniziativa, replicherà con altri due gruppi storici del progressive italiano: gli Osanna (Preludio Tema Variazioni Canzona del 1972) e il Rovescio della Medaglia (Contaminazione del 1973). La stagione si chiuderà nel 1976 con il Concerto Grosso n. 2, sempre dei New Trolls (benché non sia da trascurare l’originalissima coda del Banco con l’album …Di terra del 1978, vera e propria sintesi di rock e classica, con imprevisto squarci verso altri territori quali il jazz, l’etnica e la contemporanea).

A Pordenone vive un musicista, Valter Poles, che, negli anni Novanta, con i Barrock, è stato uno dei promotori della rinascita progressive nel nostro Paese. Nell’estate del 2005, a Poles venne un’idea: riproporre dal vivo i due concerti grossi dei New Trolls. Un pensiero folle, se pensiamo che è necessario impiegare un’orchestra e che non esistono partiture. Ma si sa, chi ha coraggio, prima o poi, viene ripagato. Così altri seguirono il nostro nell’impresa: il tastierista Rudy Fantin e il direttore d’orchestra Tiziano Forcolin.
Il trio non si ferma ai New Trolls, ma comincia a lavorare anche su evergreen del musical (Hair e Jesus Christ Superstar) e a scrivere medley dei Deep Purple e dei Pink Floyd. Rispolverano la celestiale Bohemian Rhapsody dei Queen e si cimentano in una The Final Countdown dalle coloriture cinematografiche (avete presente il soundtrack de I magnifici Sette?). E, come se non bastasse, Poles compone anche il suo Concerto Grosso, riepilogo citazionale ed omaggio ai New Trolls.
Tutto è pronto: orchestra sinfonica, coro e gruppo rock. Lo spettacolo va in scena a Pordenone in piazza Venti Settembre il 24 agosto 2005. A distanza di un anno, grazie all’interessamento di sponsor e istituzioni (che bell’esempio!), Poles e la sua banda riescono a coronare un altro sogno. Anzi, un doppio sogno: DVD e CD dell’evento.

Divertente vedere quanto si dilettino gli orchestrali a suonare Highway Star dei Deep Purple, mentre il clarinettista scopre in sé l’intimo jazzista e improvvisa al sax il solo che fu della chitarra di Blackmore. Intanto gli altri (dalla sezione archi agli ottoni, senza escludere il coro) non stanno più nella pelle e quasi ballano. Occasioni come queste insegnano che la musica è una e le etichette sono appianamenti di comodo.
Sicuramente lo impareremo anche .

Per info
www.valterpoles.it

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