Concerti Genova Martedì 19 dicembre 2006

PFM: 35 anni di rock in 300 pagine

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Genova - Fortunata la serie Momenti Rock. Editori Riuniti, negli ultimi anni, ha realizzato un pregevole percorso di letture divulgative intorno al vago universo del “rock”. Dico vago ma non certo vacuo, se pensiamo a quanti sono caduti nel calderone riempiendolo a dismisura, con il rischio di annacquare il brodo, dal sapore, appunto, vago. Cosa è rock, cosa non è rock?
Domanda quintessenziale dal facile smontaggio celentanesco. Editori Riuniti, a suo modo, dà una traccia “libresca”. Oddio, (c’)entrano in tanti: dai Doors ai Police, da Guccini a Vasco, dai Genesis a Baglioni, da Mina a Pat Metheny, da Ligabue a Battisti. E sia.

Ultimamente è toccato alla Premiata Forneria Marconi. Quanto ci squaderna Donato Zoppo è ben più di una biografia, è un atto di passione per la band, bilanciato da spirito investigativo e critico. Un piccolo passo indietro.
Ma che fa Donato Zoppo? Fondamentalmente scrive di musica. È fondatore del portale www.movimentiprog.net , collabora con riviste quali le Vie della Musica e la romana Wonderous Stories e con gruppi di appassionati quali il (“contrAPPUNTI”), dirige Musica Recherche, gestisce spazi web di particolare approfondimento musicale (Orme e Santana). Potremmo affermare, sine dubio: lavora nell’ombra solare della nicchia progressive.
Ingiusto, troppo ingiusto, limitarne il raggio d’azione. Sì, perché è introvabile come una particella molecolare sempre in movimento (dal Sannio alla Lombardia): per non annoiarsi recita in cortometraggi, cura rassegne musicali, scrive racconti zen, milita nella band Carovana Eterea Malaavia. Un tuttologo dispersivo? E ve lo credete. Date un occhio alla sua opera prima e me lo saprete dire.

L’opera prima, appunto. Raccontare la storia della maggiore rock band italiana: la PFM. Roba da fare tremare le vene e i polsi. Ma Zoppo non si è scomposto: ha messo le ali ai piedi, si è tuffato con agile carpiato nelle profondità delle fonti giornalistiche (dai seminali Ciao 2001 alle riviste di settore cresciute nell’ultimo decennio), ha arricchito i dati con una sensibilità interpretativa del tutto personale, condendo la ricetta con un buona prosa, il che – in ‘sti tempi di pupe e secchioni – non guasta. Et voilà: 35 anni per circa 300 pagine.
I dischi diventano così i capitoli espositivi di una carriera che procede speditamente: da Impressioni di Settembre al musical Dracula, attraversando i classici progressive (da Storia di un minuto a Chocolate’s Kings), la svolta jazz-rock (Jet Lag) e le premonizioni etniche (Passpartù), sino all’incontro con Fabrizio De André. Quindi la nuova canzone metropolitana degli anni Ottanta (da Suonare suonare a Pfm?Pfm!) e i flirt con la fusion (Miss Baker); la reprise anni Novanta, i memorabili live, Ulisse, Serendipity e Dracula. E, oggi, Stati d’immaginazione.

Le sezioni sono ricche di informazioni peculiari sui singoli brani, non mancano le curiosità. Insomma, il volume scorre, si lascia leggere: i molteplici “ami narrativi”, lanciati da Zoppo, fanno sì che il lettore, alla fine di ogni capitolo, sia spinto a continuare. Come un romanzo, avrebbe detto Pennac…
Completano il saggio, un’ampia discografia, una vasta bibliografia (come non si era mai vista) e una dettagliata sitografia. Prefazioni firmate da , Greg Lake e Vincenzo Incenzo.

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