Concerti Genova Martedì 5 dicembre 2006

Il ritorno dei New Trolls

Chi l’avrebbe mai detto, eppure è successo.
Dopo oltre un decennio di sigle differenziate, divisioni e discussioni (dei fan), le due anime del gruppo si sono ritrovate e – un po’ come successe nel 1976 – riunite sotto quell’unico (in tutti i sensi) nome: .
Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo. Il melodico e il rockettaro. Luoghi comuni, perché la storia dei New Trolls insegna che quelle due polarità espressive erano perfettamente intercambiabili. Certo, due personalità ben delineate, la cui sintesi ha prodotto cori infallibili, canzoni da pelle d’oca, trame strumentali di alta qualità e una band collaudata, tanto sul palco, quanto in sala d’incisione.

Genova poteva diventare la Liverpool d’Italia e i New Trolls i “loro” Beatles. Nico e Vittorio come Lennon e McCartney? Può darsi, però i due, in un’intervista rilasciata a Tortarolo per “Il Secolo XIX”, hanno scomodato Jagger e Richards. Beatles contro Rolling Stones? Ci risiamo. È che i New Trolls, come altri gruppi attivi dalla seconda metà degli anni Sessanta, partirono da lì. Tanto da Penny Lane quanto da Jumpin’ Jack Flash, legando fili invisibili alle code di Come Together e Lady Jane.
La parata di ascendenti si infittisce, appena cogliamo nei primi 45 giri (canzoni originali, mica cover!) disparati frutti lanciati dalle piante del Rhythm’n Blues, della psichedelia, della pionieristica canzone d’autore, del primo hard rock e delle influenze classiche nel pop. Wilson Pickett, Vanilla Fudge, Deep Purple, The Who, Pink Floyd, Procol Harum e Fabrizio De André. Tutti insieme appassionatamente.

Arrivarono le prime Sensazioni seguite dalle Visioni, Davanti agli occhi miei. Proprio perché stavano raccontando un mondo in cambiamento: nel 1968 si trovarono imbarcati su un bastimento Senza orario senza bandiera. Un gruppo di ragazzi di belle speranze al seguito di un poeta cieco anarchico (Riccardo Mannerini), un cantautore emergente (Fabrizio De André) e un arrangiatore con i fiocchi (Gian Piero Reverberi).
Dove furono condotti? Ma nella terra della “nuova musica rock”. Senza orario senza bandiera è il primo concept album italiano; fuori, in Inghilterra, qualche esempio è già arrivato con Day of Future Passed dei Moody Blues e nel 1969 esploderà il rivoluzionario In the Court of Crimson King dei King Crimson.

I ragazzi hanno orecchie per ascoltare e dita da far scorrere su tastiere (siano esse di chitarra o di organo Hammond). Passano l’esame con il 45 giri La prima goccia bagna il viso (1971): melodia beat agli sgoccioli fusa ad un avveniristico solo di moog (ehi, ma è l’anno di Impressioni di settembre della Premiata) con chiusura crimsoniana.
Arriva la sbornia classica: il Concerto Grosso è un capolavoro, i New Trolls stanno dando veramente il meglio. Le ambizioni crescono, si vuole uscire, così si tenta la carta “inglese” con Searching for a Land (1972). Ma i dissapori crescono: alla fine dello stesso anno viene pubblicato UT, Vittorio De Scalzi è accreditato ma, in realtà, lui suona ben poco in questo disco. Ha altri progetti.
Nel 1973, di fatto, i New Trolls non esistono più. Nico fonda gli Ibis, Vittorio il New Trolls Atomic System. Due dischi a testa, cresciuti nello spirito del tempo: molta maniera, ma quanto sono bravi. Peccato non poter ascoltare certi guizzi in un unico gruppo che si chiami New Trolls.

Ma è questione di pochi anni: nel 1976 la prima rifondazione, con una new entry, dall’ex Nuova Idea, Ricky Belloni. Si riparte alla grande con il Concerto Grosso n. 2 e con un album dal vivo (New Trolls Live). Ormai il progressive è giunto al capolinea, ma i New Trolls hanno voci da vendere. E le vendono. Con classe, firmando songs popolari, di forte impatto commerciale e dall’ampio consenso discografico.
Quella carezza della sera, Aldebaran, Che idea, Il Serpente, Faccia di cane, etc. Passaggi a Sanremo e in TV, tournée con artisti (Vanoni). Vento in poppa. Nel 1989, parte la tournée con Anna Oxa e Nico lascia. A poco a poco, la vicenda New Trolls sembra sfilacciarsi. La realtà di qualche mese fa vedeva Vittorio muoversi con La Storia dei New Trolls e Nico con Il Mito dei New Trolls (a cui va aggiunto Il Cuore New Trolls del batterista Gianni Belleno).

Poi, due settimane fa, lo scoop: i New Trolls sono rinati. Per fare cosa? Una tournée all’estero, date italiane e, finalmente, il Concerto Grosso n. 3, di cui si favoleggiano virtù da circa una decina d’anni… Il tutto curato da una delle agenzie di spettacolo più attive della penisola, la di Milano.
Il gruppo vede, oltre a Vittorio e Nico, tre valentissimi giovani strumentisti (i chitarristi Andrea Maddalone e Mauro Sposito e il bassista Francesco Bellia) e una vecchia conoscenza del progressive nazionale, il batterista Alfio Vitanza dei Latte e Miele.

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