Concerti Genova Martedì 19 settembre 2006

C'era una volta il rock

Nella foto sopra: i Garamond, gruppo prog di Ancona
Nella foto sotto: Aldo de Scalzi al compleanno dei 'Picchio dal Pozzo'
© Carlo Torchio
Diamo il benvenuto ad una new entry nella comunità di mentelocale.it: il di Genova, coordinato da Riccardo Storti. Il centro è formato da un affiatato gruppo di lavoro che da anni studia il fenomeno prog, sbocciato nella prima metà degli anni Settanta. La ricerca non si ferma al passato, prosegue negli anni sino a raggiungere i nostri giorni. Frutto di questi sforzi è il libro Codice Zena - curato da Storti - una panoramica completa sulla scena prog genovese.
La rubrica dal titolo C'era una volta il rock vi introdurrà alle tendenze, ai gruppi, agli eventi principali che hanno caratterizzato questo genere negli ultimi trent'anni.

Cinque anni cominciano a non essere pochi. Remember how we started, recitava il titolo di una canzone di Paul Weller. E noi non dimentichiamo affatto come abbiamo iniziato. Con passione. Il vettore è sempre quello, non c’è dubbio, ma con il tempo all’arte di arrangiarsi si è sostituita la progettualità. Qualche coincidenza (o strategia) comunicativa ha fatto il resto, regalandoci contatti con musicisti di tutta Italia. Artisti di ieri, ma anche di oggi. Il motore primo di tutto rimane sempre quell’affascinante universo mobile (e quasi incatalogabile, nonostante l’etichetta) del Progressive Rock.
Siamo partiti dall’amore per i , , , e ; quindi, constatato che qua da noi in fondo la musica non è male, via a scandagliare tra i grandi nomi di quell’epico progressive anni Settanta ( , , , , , …) per arrivare ad oggi, a chi cerca di raccogliere quell’eredità. Il passato e il presente. Il vinile e il CD. Il Raduno Pop e il Podcast.
Siamo ancora qui e abbiamo intenzione di continuare a studiare il fenomeno, sin che le forze volontarie saranno dalla nostra parte.

L’ultima edizione della rassegna annuale ha voluto segnare il passo con un’ulteriore scommessa di “ricerca” verso i territori dell’originalità. Parole grosse che volano come note impazzite di un Moog. Eppure si è trattato di un momento prezioso tanto per chi ha organizzato (noi), quanto per chi ha fruito (gli appassionati).
Allontanarci dalla consuetudine standard che, anche nella nicchia prog, esiste e, da etichetta, si fa spesso norma in nome di parametri emotivi quali la nostalgia, il “si stava meglio quando tutto era analogico”, etc.
Iniziamo dalla coda: il compleanno del Picchio Dal Pozzo ha tenuto a battesimo l’happening. Trent’anni sul filo del talento musicale per la prestigiosa formazione genovese, composta da musicisti di primo livello. Il nome più noto è quello di Aldo De Scalzi (qualche credit? Beh, ha musicato la colonna sonora de Il bagno turco di Ozpetek, tanto per dirne una), ma la band ha rappresentato un unicum per tutta la storia della popular music italiana. In sintonia con le esperienze più frontaliere del panorama rock (Hatfield and the North, Henry Cow, Gong, Area, Frank Zappa), il amalgama le proprie alchimie musicali con testi ironici raffinati e atmosfere irripetibili nel panorama italiano. Una discografia da avere completa, senza la minima esitazione ( vedi anche www.picchiodalpozzo.com ).

Domenica 3 settembre il Picchio, quasi al completo, è apparso negli spazi di Nonsolomorego, è stato festeggiato da amici e aficionados e ha ricambiato tali effusioni con un’anteprima di spezzoni tratti dal DVD in corso d’opera. I progetti futuri sono senz’altro da seguire: una creazione multimediale dal titolo intrigante ed evocativo: ProfNanof (Notizie dal Sistema Telepatico).
L’antipasto, il 2 settembre. Un gruppo di ragazzi da Ancona, i Garamond. Un affiatamento che, ben oltre le indiscutibili doti musicali, si è manifestato in dettagli di altri tempi: in furgone dalle Marche affrontando “partenze intelligenti”, gomme bucate e avventure sull’ottovolante d’asfalto della Genova abbarbicata verso il Righi.
Sul palco offrono la loro opera rock in una fantasmagoria (acerba, fresca e genuina) di sonorità alternative tra Zappa, Gong, Area e (ebbene sì) Picchio Dal Pozzo, citato fedelmente nell’incipit del concerto. La tecnica c’è, l’inventiva non manca, l’ironia fa il pieno, il pubblico gradisce e si diverte (ma chi ha detto che i concerti di progressive sono noiosi?). Una gradita sorpresa che, a questo punto, merita osservazione nella fase di crescita.

E noi stiamo già pensando al 2007 distante – giusto giusto – 35 anni da quel mitico 1972 che per i progster rimanda a titoli di dischi indimenticabili: il primo album del Banco del Mutuo Soccorso, i preziosi bis della PFM (Storia di un minuto e Per un amico), dei nostri New Trolls (Searching for a Land e UT) e di Battiato (Fetus e Pollution), Uomo di pezza delle Orme e Atlantide di The Trip.

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