Genova Lunedì 21 marzo 2005

Educare alla mondialità

La cooperazione internazionale e l’educazione alla mondialità sono due facce della stessa medaglia nonché i principali obiettivi della . Ma di cosa si tratta in concreto? «La nostra associazione è un’articolazione della CGIL Liguria», spiega Valentina, 27 anni, volontaria di Progetto Sviluppo Liguria, «un ufficio per la cooperazione internazionale dovrebbe essere presente in tutte le regioni, ma solo nella nostra e in Emilia Romagna si è creata una realtà attiva. Gli squilibri fra il nord e sud del mondo si basano su meccanismi di interdipendenza: mandare aiuti non basta, l’assistenzialismo non paga. Riteniamo che il problema vada affrontato alla radice, modificando la mentalità nei paesi ricchi».

Educare alla mondialità significa dunque sensibilizzare bambini, giovani e adulti ad una serie di problemi che spesso non si conoscono a fondo: «Organizziamo laboratori nelle classi, conferenze e cicli di incontri focalizzati su particolari aspetti. Naturalmente ci adeguiamo all’età e alle esigenze dei destinatari e adottiamo una modalità interattiva, aperta al confronto e al dibattito», spiega Valentina, «i temi trattati vanno dalla manipolazione della comunicazione, alla gestione dei conflitti, a vari argomenti d’attualità quali la globalizzazione o altre questioni economiche».

Progetto Sviluppo Liguria esiste dal 1993 e ha assunto le caratteristiche di un’associazione a sé stante: «Sono entrata come volontaria perché volevo avvicinarmi al mondo del no profit ed ero interessata alla cooperazione internazionale. Ho poi avuto l’opportunità di fare il servizio civile ricoprendo un ruolo prevalentemente tecnico e di comunicazione: mi occupavo degli stand, del sito internet, di supporti grafici, della realizzazione dei depliant», continua Valentina, «l’associazione è piccola e punta più sulla qualità che sulla quantità dei progetti. Per quel che riguarda la cooperazione internazionale ci limitiamo a fornire spunti e finanziamenti per progetti che vengono realizzati e gestiti in loco dalle popolazioni locali. Come dicevo, il nostro intento è che “camminino con le proprie gambe”, senza assistenzialismi».

Progetto Sviluppo Liguria promuove corsi di alfabetizzazione e corsi professionali, agevola la creazione di reti idriche, la ristrutturazioni di cliniche, la soluzione di problemi sindacali: iniziative eterogenee portate avanti in diversi paesi sottosviluppati: «In media curiamo uno o due progetti all’anno. Attualmente siamo impegnati i Ecuador e Salvador, ma siamo stati attivi anche in Vietnam, Cambogia, Repubblica Dominicana e Cuba», conclude Valentina.

Per informazioni sulle associazioni di volontariato di Genova contattate il al numero 010 5956815.

di Laura Calevo

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