Genova Lunedì 24 gennaio 2005

Semplicemente

C'è un'associazione, a Genova, che da dieci anni usa carta e pennelli per proporre un'idea diversa di disabilità intellettiva. attraverso laboratori artistici promuove l'integrazione fra ragazzi cosiddetti normali e ragazzi diversamente abili, facendoli operare a stretto contatto.

«Ci vediamo tre volte la settimana, il martedì, il venerdì e il sabato, dalle 14.30 alle 18.00, a Ponte Parodi», spiega Emli Lombardi, 27 anni, membro dell'associazione, «la lista d'attesa delle persone che vorrebbero partecipare è lunga ma il tempo e i volontari non sono sufficienti per accontentare tutti: al momento siamo in venti, per altrettanti ragazzi di età compresa tra i trenta e i quarant'anni. I volontari invece sono di tutte le età, abbiamo anche un gruppo di giovanissimi di tredici e quattordici anni che hanno partecipato ai nostri progetti formativi quando erano alle scuole elementari e che sono rimasti con noi anche dopo. Il connubio adolescenti-disabili è molto interessante: le loro diversità li rendono uguali».

Il lavoro di laboratorio è finalizzato alla realizzazione di un evento o di un allestimento, alla realizzazione di un “progetto artistico grandioso”, come lo definisce Emli: «I ragazzi traggono grande soddisfazione dal coinvolgimento in qualcosa di importante, di spettacolare. Spesso la mole di lavoro è notevole, temiamo di non farcela, ma poi tutto si risolve: per le cose tecniche ci aiutano degli amici competenti».

Il prossimo obiettivo è trovare i finanziamenti per la costruzione di una Casa Famiglia a San Fruttuoso, il fattore economico non è però il più importante«l'obiettivo principale è farci conoscere e sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi ma anche sulle risorse della disabilità. La raccolta fondi è una conseguenza: il progetto lo abbiamo promosso all'interno del quartiere, con un carrozzone davanti alla scuola Marconi e al Porto Antico, con il grande presepe disegnato dall’artista Francesco Musante. Ma che caratteristiche bisogna avere per fare il volontario di “SempliceMente”? «Non occorre avere competenze specifiche,magari serve un po' di attenzione e sensibilità in più. Il rapporto con i ragazzi disabili non è sempre facile, ma lo stesso vale nei rapporti tra persone “normali”. L'ambiente poi è sereno: siamo consapevoli dei problemi ma, essendo un laboratorio artistico creato per divertire, intrattenere e stare insieme, l'atmosfera è allegra, si passa insieme del tempo libero, ma non a stretto contatto con la sofferenza di altre realtà di volontariato», sottolinea Emli.

«Nell'associazione ci sono anche insegnanti con esperienza nel settore educativo-formativo, ma non è necessario avere delle conoscenze specifiche. Io mi sono avvicinata all'associazione lentamente, inizialmente davo una mano, adesso cerco di essere presente il più possibile. Spesso si fa volontariato per se stessi, per rispondere ad una personale esigenza: passare del tempo con questi ragazzi, che saranno sempre ragazzi, è senz’altro gratificante. Non vediamo l’ora di incontrarci e di trascorrere qualche ore insieme».

Per informazioni sulle associazioni di volontariato di Genova contattate il al numero 010 5956815.
di Laura Calevo

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