Genova Lunedì 20 dicembre 2004

Il giardino delle rose blu

Genova - A volte sbagliare strada non è un male. Si arriva da qualche altra parte e, proprio quando si sta per tornare indietro, si affaccia un pensiero: magari sono qui per una ragione.
Questa è la storia di come Don Ermanno, che all’epoca ancora don non era, abbia sbagliato strada, nella notte, nei pressi di Zagabria, e si sia ritrovato insieme ad alcuni amici all’ospedale psichiatrico di Gornja Bistra, meglio conosciuto nella zona come Il castello degli orrori.

«La prima volta che sono andata, l’impatto è stato drammatico: un odore fortissimo, lamenti, bambini legati ai letti: 120 in tutto, dai neonati ai trentenni, con le più disparate malattie genetiche, fisiche e soprattutto mentali, abbandonati a loro stessi, in condizione di profondo degrado», racconta Laura Maggiolo, referente della delegazione genovese dell’associazione Il giardino delle rose blu.

L’iniziativa di aiutare e sostenere questa realtà è nata per caso, con il passaparola tra amici, per sentito dire: «ho conosciuto Ermanno in Umbria, ero volontaria nelle zone terremotate. Il resto è venuto da sé. Si è creata una rete di persone di tutte le età che vanno in Croazia e passano qualche giorno all’anno con i malati. Il nostro grande traguardo è stato di raggiungere la “copertura permanente”: da due anni c’è sempre qualcuno sul posto», continua Laura.

Inizialmente i volontari andavano in Jugoslavia due volte all’anno, per ristrutturare l’ospedale e fare animazione. Poi sono arrivati i campi estivi aperti a tutti, dai 16 anni in su; a ferragosto c’è la “tendopoli”, una settimana di condivisione che raccoglie tantissimi ragazzi da tutta Italia.

«Adesso la situazione è un po’ migliorata. Abbiamo realizzato sale giochi, un parco, abbiamo istaurato un rapporto migliore col personale dell’ospedale, molto diffidente. Cerchiamo di creare uno scambio tra Italia e Croazia, facendo venire i loro medici e infermieri in visita alle nostre strutture, e mandando i nostri a lavorare là. Attualmente anche alcuni ragazzi di Zagabria partecipano al progetto», spiega Laura, «la nostra attività ha come obiettivo la sensibilizzazione al problema e il reperimento fondi. Personalmente sono rimasta coinvolta a livello sentimentale, è una cosa che mi appassiona e gatifica, specialmente il caso di un particolare bambino, Vojo, che è diventato la nostra mascotte».

Vojo ha 9 anni, ed è affetto da una malattia della pelle molto grave. Parla italiano e conosce la situazione dell’ospedale. Laura si è affezionata a lui ed è riuscita a farlo venire in Italia a curarsi: da due anni vive in una "famiglia vera", lui che è passato da un istituto all’altro ed è uscito per la prima dall’ospedale all’età di quattro anni. L’associazione si sta impegnando in progetti specifici e il sogno è quello di dare a tutti una vita migliore, fuori dall’istituto.

«Questa è un’esperienza che tutti possono provare. Non servono competenze specifiche, i bambini hanno bisogno soprattutto d’affetto. Naturalmente è difficile confrontarsi con una realtà così dura, ma la condivisione dei problemi con gli altri volontari aiuta tantissimo: nascono dei legami, delle amicizie veramente forti», conclude Laura.

Per informazioni: - tel. 3490542039; Ilaria Svaldo Lanero – tel. 3475229319.

Per informazioni sulle associazioni di volontariato di Genova contattare il al numero 010 5956815.

di Laura Calevo

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